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Elena Bucci Lettera al mondo

NurArcheoFestival al Nuraghe Arrubiu di Orroli alle 21.30

Tredicesima edizione NurArcheoFestival


NurArcheoFestival, tredicesima edizione, cala il sipario sul primo atto. La rassegna firmata Il crogiuolo, diretta da Iaia Forte e Rita Atzeri, giunge alla chiusura del cartellone principale, anche se proseguirà ancora il cammino con le sue diramazioni “a pianta nuragica”.
Sarà l’area archeologica di Santa Vittoria, a Serri, a fare da palcoscenico, alle 19, a CRISTòTEM, testo e regia di Elvira Scorza, con Noemi Grasso e Alessandro Pizzuto (scenografia: Rosita Vallefuoco; suoni: Filippo Conti; luci: Umberto Camponeschi; produzione Golden Show – (t)naos – L’Effimero Meraviglioso).

Trama della storia presentata al NurArcheoFestival


Una pièce intrigante che “nega il principio cardine della tragedia”, ovvero l’idea che il delitto generi delitto. Crisotemi, figlia di Clitemnestra e Agamennone, estranea all’orrore consumato nella sua famiglia, e Astianatte, figlio di Ettore e Andromaca, trucidato dai greci, “sono due esclusi, nessuno si aspetta niente dalla loro storia, non c’è materiale a cui il mito possa attecchire”, sottolinea l’autrice. “Ne raccontiamo allora i vuoti, l’assenza, cercando così di scrivere un’antitragedia nel senso più vero del termine”.
La sfida è in “una presa di coscienza umana che libera dal divino l’ignoto, assumendosi la responsabilità nella scelta. E’ per questo che il titolo ammicca a Cristo e alla potenza totemica del suo sacrificio: riconoscere la sacralità della vita è atto di grande coraggio, soprattutto se a giustificarlo è la paura”.

Elena bucci al NurArcheoFestival2021


Più tardi sarà poi Elena Bucci, una delle interpreti più rappresentative del teatro italiano contemporaneo, a mettere un primo sigillo al NurArcheoFestival 2021. L’attrice ravennate, che ha vinto il Premio Ubu nel 2016 e quello Hystrio l’anno successivo, alle 21.30 proporrà in prima nazionale al Nuraghe Arrubiu Orroli il suo LETTERA AL MONDO (produzione Le Belle Bandiere), di cui cura anche la regia e la drammaturgia (suono e musiche di Raffaele Bassetti, luci di Max Mugnai).

Lo spettacolo sarà, come di consueto, preceduto dalla visita guidata al sito curata dalla cooperativa Is Janas.
Scrive e racconta Elena Bucci: “’Lettera al mondo è stato immaginato molto prima dell’emergenza globale che abbiamo vissuto. Mi sono accorta che conteneva in sé molte delle suggestioni che tale evento ha amplificato, almeno per me. Le crepe del nostro mondo sono diventate solo più evidenti. E’ stato quindi un percorso naturale integrare il testo con nuove osservazioni relative al momento che stiamo vivendo… Una lettera al mondo piena di domande, per trasformare in drammaturgia le riflessioni e le domande sul passato e sul futuro del mondo che mi rigenerano e mi chiariscono il cammino. Come accadde al tempo del Decamerone, come accadde in molte altre epoche, un virus sconosciuto e mutevole minaccia la comunità.

Minaccia per il pianeta

Per la prima volta, però, è tutto il pianeta a essere minacciato, complici la globalizzazione, la vertiginosa velocità degli spostamenti e le caratteristiche dell’economia attuale. Il virus rivela le piaghe di un mondo consumista e conformista già molto malato e ci si ritrova a un bivio: o continuare, in nome di un dubbio progresso e di una discutibile produttività, a spogliare e distruggere il pianeta delle sue ricchezze a vantaggio di pochi e nella miseria di molti, o ci si accorda per cominciare un meraviglioso progetto di cambio di rotta, per concertare il disegno di una diversa economia, di città verdi e sane, di una solidarietà tra tutto ciò che vive mai sperimentata prima…

Privazione luogo di lavoro


Tutti gli artisti sono privati dei luoghi di lavoro, i teatri chiusi, tutti i progetti sono stati annullati. Dalla clausura, diventata creativa, con lo sguardo più limpido perché libero dall’affastellarsi degli impegni, qualcuno scrive la sua lettera al mondo. Vi risuonano speranza, consapevolezza, ricordi, ritratti, dialoghi, echi di film, romanzi, scritti di scienziati e di economisti. Si ferma la crudele e pura visione di questo tempo sospeso e separato, dove sono più evidenti le manipolazioni di pubblicità e informazione e le pressioni di aspettative e compiti. L’utopia chiede il suo spazio”.

About Andrea Perra

Sono un ragazzo a cui piace molto fare sport divertirmi e socializzare con le persone. Mi piace scrivere, ascoltare musica e gli animali. Mi piace pure fare rime e viaggiare .Sono amante del calcio infatti tifo il Cagliari. Ho studiato nella facoltà di scienze politiche e dopo aver conseguito la laurea ora sto studiando per diventare Consulente del lavoro.

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