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L’Italian Saxophone Quartet: la grande musica è per tutti

Intervista al M° Federico Mondelci solista e docente, membro fondatore dell’Italian Saxophone Quartet. Tra cultura, musica e tanta voglia di gioire

L’Italian Saxophone Quartet, formato da Federico Mondelci (soprano), Julian Brodski (contralto), Silvio Rossomando (tenore) e Michele Paolino (baritono), nasce oltre trent’anni fa. Un’intensa attività concertistica e discografica ha consacrato i quattro musicisti marchigiani a uno dei gruppi musicali più interessanti del panorama italiano. La formazione ha subito diverse variazioni nel corso degli anni, solo con il tempo si è giunti alla formazione attuale, che vede la partecipazione di due membri storici e due nuovi giovani talenti. La loro abilità sta nel riuscire a portare sul palcoscenico brani di incredibile spessore rendendoli fruibili al pubblico, con lo scopo di gioire della musica.

“Insieme avete condiviso i palcoscenici più prestigiosi d’Europa, collaborando con Orchestre del calibro della sinfonica del Teatro alla Scala di Milano. Queste numerose collaborazioni come hanno influenzato il vostro modo di suonare, e in che modo vi hanno arricchito?”

“Le esperienze che abbiamo fatto come gruppo, ma anche come solisti, ci hanno portato ad un’acquisizione del suono e del repertorio tale da ottenere (e lo dico con orgoglio) un sound unico a livello internazionale. C’è da aggiungere che il sax, essendo uno strumento giovane, non ha una letteratura classica, quindi necessita di un repertorio fatto di molte trascrizioni e arrangiamenti. La sonorità e la peculiarità del quartetto sta principalmente nella ricerca del passato. E’ questa la nostra chiave del successo.”

“Nel corso degli anni avete vinto numerosi premi, sia in ambito nazionale che internazionale, e avete ricevuto l’assenso della critica e del pubblico. Cosa rende unica la vostra musica?”

“Oltre alle caratteristiche citate precedentemente, mi sento di aggiungere la chiarezza timbrica, e la forte personalità dei musicisti. La ricerca del suono, non è una qualità che appartiene al gruppo come insieme, ma è una caratteristica individuale. La personalità dei musicisti come solisti è una delle caratteristiche essenziali per un gruppo ad alto livello. I più giovani della nostra formazione cameristica sono dei virtuosi. Per ultimo ma non meno importante, l’intuito musicale, che porta all’esecuzione di repertori molto complessi con spontaneità e naturalezza.”

“Cambiamo totalmente discorso, e parliamo dell’ultimo anno e mezzo. Da musicisti, come avete affrontato il lockdown e la conseguente pausa forzata?”

Per me personalmente questo periodo è stato caratterizzato da produzioni e ricerche, nonostante non si potesse suonare in pubblico. E’ stato un periodo abbastanza impegnativo; ho messo a fuoco nuovi progetti, e, fortunatamente, sono riuscito a realizzarli subito dopo la riapertura. Indubbiamente il gruppo ha risentito di quest’inattività forzata. E’ stato molto pesante, ma era inevitabile.”

“Ci dica qualcosa in più a proposito del vostro prossimo concerto che si terrà domenica 25 giugno nella splendida location di Porto Flavia. Si tratta di un evento facente parte della rassegna denominata appunto “I Tramonti di Porto Flavia”.

“Abbiamo pensato di mettere a punto un programma che possa presentare non solo un arco temporale importante, ma anche stili di composizione diversi tra loro, suggellando così la capacità del sax di adattarsi a svariati repertori. Partiremo da Bach, proseuiremo con alcune trascrizioni di Rossini (abbiamo deciso di omaggiare Pesaro, la nostra città e quella del compositore n.d.r). Suoneremo anche musiche da film, come l’adagio di Barber, poi una composizione di Piovani, arrangiata dallo stesso per noi, coi temi del film “La vita è bella”. Ancora, qualche musica di Ennio Morriccone, e in coda, abbiamo scelto di celebrere Astor Piazzolla, per il centenario della sua nascita. Questa sarà anche un’occasione per omaggiare il direttore artistico della rassegna, Fabio Furia, grande interprete di Piazzolla e del bandoneon. Il nostro è un repertorio che si può apprezzare in modo leggero, immersi in uno scenario mozzafiato. Un programma accattivante, che ha lo scopo di arricchire il pubblico di una nuova esperienza.”

“In questa sua risposta ha anticipato quello che le stavo per chiedere. Mi ha stupito la scelta inusuale del repertorio da portare in scena. “Da Bach a Gershwin è il titolo del vostro concerto, ma in realtà voi attraverserete tutta la storia della musica, passando per Rossini, Morriccone fino ad arrivare a Piazzolla. Quindi, qual è il fil rouge che lega questi autori? E soprattutto qual è stato il criterio di scelta dei brani?”

“Per questo concerto in particolare, ma anche per programmi simili, volevamo offrire al pubblico un ascolto disimpegnato e gradevole, senza alcun legame tematico tra i brani. La sovrapposizione degli stili e la mancanza di un filo conduttore, vuole essere un invito per il pubblico all’ascolto gradevole e gioioso della musica.”

“Per concludere, che cosa auspica per il futuro dei giovani musicisti? E cosa consiglierebbe a coloro che vogliono intraprendere la vostra stessa strada?”

“Auguro ai giovani che la società nella quale vivranno inizi porre l’attenzione sui valori importanti, quali l’educazione e la formazione culturale e musicale. Questi due dovranno essere i pilastri dello sviluppo dell’inidviduo. La musica e i musicisti vivono della possibilità di fare performing art, quindi un lavoro destinato alla fruizione. Inoltre, bisogna orientare il pubblico verso la musica di qualità, non parlo di musica classica in particolare, ma di tutto il grande repertorio moderno, ma anche contemporaneo, perchè non ha senso conoscere solo un certo tipo di musica, chiudendo i propri orizzonti conoscitivi. Bisogna dare ai giovani la possibilità di istruirsi e di avviarsi al mondo lavorativo con successo, facendo della musica una professione. Consiglio ai giovani di vivere la musica con sentimento autentico, perchè non se ne può fare a meno. La musica è il punto di contatto tra la dimensione umana e quella spirituale, e il musicista ha il compito di diffondere questa visione alta della musica in tutta la società.”

Per info e prenotazioni

Sarà possibile prenotare i biglietti per il concerto di Domenica 25 luglio e richiedere informazioni sul sito www.associazioneantonstadler.it, oppure al numero 342 5805156, o anche all’indirizzo [email protected]

Se vi va di ascoltare l’intervista integrale, trovate il podcast in allegato!

About Camilla Maccioni

Classe 2003, futura diplomata al liceo classico (almeno così si spera). Oltre alle lingue morte si dedica allo studio della chitarra classica e sogna di poter diventare concertista. La scrittura l'ha sempre affascinata, e per questo si sta avvicinando, a piccoli passi, al mondo giornalistico.

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