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Uno sguardo al cuore della galassia Centaurus A con EHT


Un gruppo internazionale di scienziati della collaborazione Event Horizon Telescope (EHT) ha combinato le osservazioni di vari radiotelescopi in tutto il mondo e hanno individuato la posizione del buco nero supermassiccio centrale rivelando la nascita di un gigantesco getto.

Un team di scienziati ha individuato la posizione del buco nero supermassiccio centrale, rivelando la nascita di un gigantesco getto

Il team, di cui fanno parte anche ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università Federico II di Napoli, hanno individuato la posizione del buco nero supermassiccio centrale rivelando la nascita di un gigantesco getto.

Sorprendentemente, gli esperti hanno scoperto che solo i bordi esterni del getto sembrano emettere radiazioni, il che sfida le predizioni degli attuali modelli teorici. Lo studio, è apparso oggi sulla rivista Nature Astronomy.


Centaurus A (Ngc 5128) è una delle radiogalassie attive più vicine alla Terra e uno degli oggetti celesti più luminosi nel cielo notturno. Situata in direzione della costellazione del Centauro, Centaurus A è stata ampiamente studiata praticamente in tutte le bande dello spettro elettromagnetico da osservatori radio, infrarossi, ottici, a raggi X e gamma.

Al centro di Centaurus A si trova un buco nero con una massa pari a 55 milioni di soli

Al centro di Centaurus A si trova un buco nero con una massa pari a 55 milioni di soli. “Le immagini di EHT mostrano il getto di Centaurus A con un livello di dettaglio spettacolare” spiega Kazi Rygl, ricercatrice INAF e membro del team. “La rivelazione dei bordi illuminati sia del getto che del contro-getto, quest’ultimo molto meno luminoso, ci permette di studiare il loro profilo di collimazione.


I dati di EHT risalgono alla campagna osservativa del 2017. Rispetto a tutte le precedenti osservazioni ad alta risoluzione, il getto lanciato da Centaurus A è stato osservato ottenendo immagini con una risoluzione 16 volte più nitida di quelle finora disponibili. Grazie al potere risolutivo dell’EHT, i ricercatori sono in grado di localizzare la sorgente del segnale radio che si estende ben oltre la galassia.

Questo permette di collegare tali grandi scale alla regione prossima al buco nero, la cui ampiezza apparente nel cielo è invece quella di una mela osservata alla distanza della Luna. In pratica EHT è un potentissimo telescopio con una capacità di ingrandimento pari a un miliardo di volte.

I buchi neri supermassicci


I buchi neri supermassicci che risiedono al centro di galassie come quello in Centaurus A si nutrono di gas e polvere, attratti dalla loro enorme forza gravitazionale. Questo processo rilascia enormi quantità di energia e rende la galassia “attiva”. La maggior parte della materia che si trova nei pressi del bordo del buco nero precipita in esso; tuttavia, alcune delle particelle circostanti sfuggono pochi istanti prima della cattura e sono proiettate nello spazio fino a velocità prossime a quella della luce. Così nascono i getti, una delle caratteristiche più misteriose ed energetiche delle galassie.


Diversi sono i modelli teorici che provano a descrivere il comportamento della materia vicino al buco nero per comprendere meglio il processo di formazione dei getti.


“I meccanismi di formazione di questi getti non sono ancora completamente compresi”, spiega Mariafelicia De Laurentis, dell’INFN e dell’Università Federico II di Napoli. “Ciò che è certo è che l’origine di questi getti non va cercata all’interno del buco nero.”


La nuova immagine mostra che il getto lanciato da Centaurus A è più luminoso ai bordi rispetto al centro. Questo fenomeno, noto anche in altri getti, non è mai stato visto in modo così pronunciato prima.
“Anche se il buco nero al centro di Centaurus A è troppo piccolo per poter vedere la sua “ombra”, la sua vicinanza alla Terra ci ha permesso per la prima volta di vedere e studiare un getto radio extragalattico su scale pari a circa sei volte la distanza tra il Sole e Nettuno” aggiunge Ciriaco Goddi, ricercatore presso l’università olandese di Nijmegen e associato all’INAF di Cagliari. “EHT fornisce una miniera di dati su una vasta gamma di buchi neri. E siamo ancora all’inizio”.

Le nuove osservazione EHT

Le nuove osservazioni EHT del getto Centaurus A, hann reso possibile l’identificazione della probabile posizione del buco nero nel punto di lancio del getto. Sulla base di questa posizione, i ricercatori prevedono che osservazioni future a una lunghezza d’onda ancora più corta e a una risoluzione più elevata.

About Daniele Mereu

Studente magistrale in Relazioni Internazionali (Studi Euro-Mediterranei) presso l'Università di Cagliari. Laureato in Scienze Politiche e diplomato in Relazioni Internazionali per il Marketing.

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