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Farmaci biologici, psioriasi

Psoriasi: “Farmaci biologici una grande vittoria sulla malattia”

Il dato è emerso nel sesto talk di “Alleati per la Salute”

 

Psoriasi: “I farmaci biologici rappresentano una grande vittoria sulla malattia”. Questo è quanto è emerso nel sesto talk di “Alleati per la Salute“. Si presenta sotto forma di portale dedicato all’informazione medico-scientifica realizzato da Novartis. Titolo del dibattito “Farmaci biologici: un’opportunità da cogliere“, al quale hanno partecipato anche Paolo Dapavo, dermatologo presso l’Azienda ospedaliero universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e la giornalista Silvia Bencivelli.

Il dibattito è avvenuto online per le regole anti-Covid. È emerso che sebbene siano sempre più efficaci e ben tollerati, resta il problema dei costi. Problema che limita l’accesso ai farmaci biologici solo ai pazienti moderati-gravi. I temi: qual è la differenza tra farmaci biologici e biosimilari?. Come hanno cambiato la pratica clinica e il rapporto medico-paziente?.

“Si presentano come una risorsa che ha migliorato la qualità della vita dei pazienti affetti da psoriasi, così ha esordito Ugo Viora, presidente di Anap Onlus, associazione per il sostegno dei malati di psoriasi e di altre malattie dermatologiche croniche”. “

Anap Onlus nasce su iniziativa dei pazienti – afferma Viora-, i farmaci biologici rappresentano una grande vittoria nei confronti della malattia. Il problema è che non sono ancora disponibili per tutti. Ci sono delle linee guida che impongono determinati approcci alla terapia e quindi non tutti possono accedere a tali terapie. Quello che, in qualità di associazione, dobbiamo risolvere è quello di spiegare ai diretti interessati, perché a loro non è stata proposta la terapia biologica e perché non hanno i requisiti per accedervi. Un’altra problematica riguarda la patologia ancora poco riconosciuta anche a livello previdenziale e sociale. Infatti è ancora comune l’idea che riguardi solo la pelle invece interessa più organi e ha implicazioni psicologiche con grandi riflessi anche sull’attività lavorativa”.

“Occorre una maggiore informazione sulla patologia più che sui farmaci – conclude il presidente-, anche noi abbiamo avuto qualcosa da imparare dal Covid. Ad esempio il controllo con la telemedicna può liberare le liste d’attesa per la prima visita”.

About Isabella Murgia

Isabella Murgia nata a Sassari, ma vivo a Cagliari dalla quinta elementare. Diploma di Liceo scientifico, laurea triennale in filosofia. Passione per il giornalismo e l'informazione.

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