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Lavoro, ancora distanza tra giovani e digitale

Una ricerca svolta da Epicode-SWG, commissionata da Italian Tech, sul mondo del lavoro, mostra come sempre più giovani temano per il proprio futuro. Inoltre, il settore digitale pare ancora lontano dal rappresentare la meta finale dei giovani italiani.

I giovani italiani guardano con ansia al mondo del lavoro e i dati della ricerca Epicode-SWG sembrano confermarlo

La ricerca Epicode-SWG, commissionata da Italian Tech, conferma come tra i giovani l’incertezza e la paura rappresentino ancora i sentimenti più diffusi quando si parla di lavoro. Paura e incertezza che si generano nei ragazzi ancora prima di concludere le scuole superiori. Questo fatto si associa ad un altro dato interessante, che emerge se si considera la funzione sociale del lavoro.

Il 70% dei giovani, su un campione di 600 intervistati, vede nel lavoro un modo per “mostrarsi” positivamente alla società. Come un telefonino nuovo o un orologio costoso, un buon posto di lavoro oggi può elevare il rango sociale di chi lo possiede.

Per quanto riguarda gli ambiti di competenza, che caratterizzeranno il mondo del lavoro nei prossimi 3 anni, vengono alla luce importanti divergenze tra le visioni dei ragazzi e quelle delle imprese. Dal confronto ciò che appare importante per i ragazzi non sembra pesare per le imprese, le competenze linguistiche ad esempio appaiono fondamentali per il 43% dei ragazzi, mentre solo il 12% dei datori di lavoro le ritiene una discriminante.

I giovani e il settore digitale

Il settore Hi Tech è destinato a diventare, nel prossimo futuro, uno dei settori con più possibilità di lavoro.

Ma ancora tra i giovani è presente una certa diffidenza verso di esso. In realtà, è possibile che la diffidenza non sia rivolta verso il settore in se ma piuttosto verso la possibilità dello stesso di garantire stabilità.

In controtendenza la percezione dei così detti Neet, giovani che per scelta o circostanza si trovano in una situazione di inoccupazione. I giovani che non studiano e non cercano lavoro in Italia rappresentano il 20,7% e la crisi pandemica non ha certo agevolato un cambio di rotta. Tuttavia i Neet vedono nell’innovazione digitale un valido alleato per dare una svolta al proprio percorso lavorativo.

Il settore dell’Hi Tech mostra una certa discontinuità anche verso alcuni luoghi comuni del passato. I ragazzi vedono nel digitale un opportunità che prescinde dal sesso del lavoratore o della lavoratrice, a differenza di lavori come il muratore e la hostess ad esempio, ancora ostaggio di vecchi preconcetti di genere, il settore digitale appare più inclusivo e spurio di luoghi comuni.

Il principale problema però attiene sempre all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Essendo ancora un settore “recente” spesso la richiesta da parte delle imprese non trova un corrispettivo nell’offerta da parte dei ragazzi. Un problema che in verità riguarda anche altri settori e rappresenta una delle criticità maggiori del mondo del lavoro in Italia.

Insomma, la strada verso l’innovazione digitale è ancora lunga e intrisa di ostacoli. La speranza è che grazie ai fondi del Recovery Found, questa tendenza si inverta e il percorso verso l’innovazione digitale diventi meno tortuoso di quanto non appaia ora.

About Daniele Mereu

Studente magistrale in Relazioni Internazionali (Studi Euro-Mediterranei) presso l'Università di Cagliari. Laureato in Scienze Politiche e diplomato in Relazioni Internazionali per il Marketing.

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