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Come ci siamo evoluti grazie al clima

L’Università di Cambridge e Tubinga ha scoperto come il clima abbia influenzato la nostra evoluzione, dall’altezza alla robustezza, il caldo e il freddo possono fare la differenza. 

Il Clima ci ha plasmati e ci ha fatto diventare quello che siamo oggi, la nostra stazza è cambiata con il cambiare delle temperature

Da sempre ci interroghiamo sull’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta, ma ci siamo mai domandati quanto il clima possa cambiare noi? A questa domanda ha risposto l’Università di Cambridge e Tubinga, che ha condotto uno studio su 300 fossili provenienti da tutto il mondo.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “Nature Communications“, hanno mostrato come le temperature atmosferiche abbiano influenzato il nostro fisico. Gli scienziati attraverso i fossili sono riusciti a risalire alle zone climatiche di provenienza, tracciando alcuni collegamenti interessanti.

Secondo alcune credenze popolari il freddo renderebbe più forti, probabilmente queste credenze non erano così fantasiose come si immagina. Difatti, lo studio mostra come a un clima più rigido appartenga una struttura fisica più robusta, mentre al clima mite una struttura più piccola.

La temperatura tempra il fisico ma non la “mente”

Secondo le prime evidenze, un corpo più grande disperde meno calore e pare darebbe una mano a sopportare le temperature più fredde. Il discorso tuttavia non può essere ampliato al cervello, almeno per ora le evidenze raccolte non permettono di formulare ipotesi.

Infatti, il clima se pur importante appare secondario rispetto ad altri fattori come ad esempio le sfide cognitive, l’alimentazione e la “tecnologia” utilizzata. Curiosa anche la relazione inversa tra sviluppo del fisico e sviluppo del cervello.

Nel corso della storia il nostro fisico si è sviluppato sempre di più, e questa tendenza sembra ancora lontana dall’arrestarsi. Il nostro cervello tuttavia ha ridotto le sue dimensioni e non accenna a voler invertire la rotta.

La mancanza di stimoli, tipici di epoche passate, dovuta all’avanzare della tecnologia, ridurrà sempre di più il nostro cervello. Insomma, alzare la testa dallo smartphone e leggere qualche libro in più non sarebbe un’idea così malvagia in previsione del futuro.

About Daniele Mereu

Studente magistrale in Relazioni Internazionali (Studi Euro-Mediterranei) presso l'Università di Cagliari. Laureato in Scienze Politiche e diplomato in Relazioni Internazionali per il Marketing.

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