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Call me Anne e gli stereotipi nella società canadese

“Chiamatemi Anna” è una serie canadese di genere drammatico, pubblicata nel 2019, avente 3 stagioni per un totale di 27 episodi.

L’ideatrice, Moira Walley-Beckett, prende spunto dal romanzo “Anna dai capelli rossi“, scritto da Lucy Maud Montgomery, per raccontare la storia di una ragazza, orfana dalla tenera età, che vivrà parecchi disagi, prima di raggiungere la serenità.

Chiamatemi Anna”, la serie canadese, illustra in maniera minuziosa la società canadese dell’ottocento, evidenziando gli stereotipi e le disuguaglianze

La ragazza viveva in diversi orfanotrofi, dove spesso subiva atti di violenza e discriminazione; solo dopo 13 anni, un’anziana coppia di adottarla, al fine di lavorare nella fattoria di Green Gables. All’arrivo della giovane, i due erano molto sorpresi, poiché non si aspettavano l’arrivo di una fanciulla, bensì di un ragazzo. Nonostante il malinteso, i due decidono di tenere Anna e crescerla come una figlia.

Anna inizia quindi ad introdursi nella società, frequentare la scuola e legare con i suoi coetanei. Le sua più grande passione è la lettura e questo le conferisce una fervida immaginazione. Questo la differenzia notevolmente dai suoi compagni e talvolta fa sì che si senta molto distante da loro.

Questa serie trovo sia molto interessante, poiché oltre la storia della ragazza, fa emergere le caratteristiche della società canadese verso la fine degli 800‘.
Ci mostra ad esempio la la concezione della donna nella società, evidenziando i suoi ruoli, che si definiscono con precisione nel momento della nascita. Vi è l’idea che essa debba necessariamente rimanere a casa, per occuparsi delle faccende domestiche e dei figli. Le si chiede di cercare un marito, essere sempre perfetta e impeccabile, al fine di essere una buona moglie e nel caso volesse proseguire gli studi, le verrebbe negato.

Inoltre, la serie descrive il ruolo del tutto marginale delle persone di colore, altamente discriminate e a cui vengono tolti anche i diritti principali, quali poter acquistare nei negozi, accesso negato ai servizi medici o servizi privati.

Mi ha personalmente colpito il ritratto così dettagliato della società, ma ancor più vedere come avvengono i cambiamenti rispetto alla società odierna, comprendendo le batteglie combattute per ottenere qualcosa che noi consideriamo ormai normale.

Rilanci
1 gli uomini non cambiano Mia Martini (“fanno i soldi per comprarti e poi ti vendono” oppure “gli uomini ti danno tutto quello che non vuoi” , frasi molto significative, che evidenziano il dislivello sociale tra i due sessi e la prevalenza di uno sull’altro)

K2 Mulan (la fanciulla, forzata a comportarsi in maniera “femminile e composta” per poter trovare un marito. La ragazza combatte invece ogni stereotipo, andando a combattere nell’esercito) motivo per cui ha catturato la mia attenzione, fino ad affezionarmici

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