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JobRapido, la startup nata con il server in cucina

Nata con la missione di aiutare tutto il mondo a trovare lavoro, JobRapido si è sviluppata al tal punto da diventare una delle exit più importanti nel nostro paese. Oggi, però, non esiste più in quanto fa parte di un gruppo più grande.


Il 1 luglio 2006 nasce JobRapido. Oggi non esiste più. Non perché è fallita ma perché ha avuto così successo che è stata venduta ed è parte di un gruppo più importante. Ma la sua storia merita di essere ricordata per varie ragioni. Intanto perché è una startup nata in cucina, nella cucina di casa del fondatore. Lui si chiama Vito Lomele, origini pugliesi. Partito da Conversano, Bari, aveva studiato al Politecnico di Milano e da lì aveva trascorso “dieci anni di studio e lavoro in giro per l’Europa”. Nel 2005 era tornato per far crescere il figlio in Italia. Però, insoddisfatto delle opportunità professionali, decise “di perseguire il sogno imprenditoriale, lanciando un sito cercalavoro”.

Di questa fase pionieristica esistono prove fotografiche: la cucina, il server e anche la prima homepage con il logo rappresentato da una tazza di caffè espresso fumante. L’idea era un Google delle offerte di lavoro: JobEspresso individuava tutte le offerte presenti sul web e ti mostrava quelle più interessanti in base al tuo profilo. Era una buona idea e funzionava anche bene, infatti ebbe un successo immediato: “Nel giro di pochi mesi, centomila italiani ogni giorno entravano inconsapevolmente nella mia cucina quando visitavano www.jobespresso.it. I primi riscontri erano molto incoraggianti, così con un piccolo finanziamento di amici (e di un venture capital tedesco, ndr), il 1° luglio 2006 lanciammo Jobapido.com, con la missione aiutare tutto il mondo a trovare lavoro”.

La svolta societaria

Ben presto la startup potè permettersi una vera sede, a via Washington, a Milano. E quando nel 2012 lo invitai alla prima Repubblica delle Idee di Bologna, Vito Lomele sul palco del teatro del Sole disse di avere 80 milioni di utenti mensili da 58 nazioni. Il messaggio che voleva trasmettere era che con il digitale era (è ancora) possibile crearsi un lavoro: “Pochi soldi per partire, solo una buona formazione professionale, puoi essere globale, non dipendi dall’economia nazionale, puoi guadagnare dal primo giorno e auto-finanziarti”. C’era molto ottimismo in queste frasi, ma Vito Lomele era la prova che era un percorso realistico. Qualche settimana prima dell’evento bolognese, la società Evenbase, del gruppo editoriale Dmgt (Daily Mail and General Trust) aveva acquisito il 49% del capitale dai soci tedeschi e italiani per 30 milioni di euro. “Questo ha fatto di Jobrapido una delle exit più importanti per le startup italiane”.

Vito intanto non si è ritirato a vita privata, è ancora in pista, ma di questo ne riparleremo.

About Mattia Atzeni

Amo addentrarmi negli infiniti universi creati dal Cinema. Respiro agonismo seguendo e praticando vari sport. Amo la musica vintage e lo stile retrò.

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