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Teatro Tragodia: il 30 giugno a San Gavino e Terralba


“Travelling Tragody” – arte in viaggio tra le città e i paesi dell’Isola con il nuovo progetto del Teatro Tragodia: l’ironia di “Just Forever” e le variazioni sulla fiaba di “Baracca & Burattori (con Cenerentola)” oltre al ritratto di una banditessa ne “Le Spose della Luna” e alle leggende sull’origine della tessitura con “Istòs”.

“Traveling Tragody” un duplice appuntamento per allietare la giornata dei cittadini di San Gavino e Terralba

S’intitola “Travelling Tragody” il nuovo progetto del Teatro Tragodia con la direzione artistica di Virginia Garau che prosegue DOMANI (mercoledì 30 giugno) con un duplice appuntamento a partire dalle 9 con la matinée di “Baracca & Burattori (con Cenerentola)” nel Giardino della Scuola Media di San Gavino Monreale per parlare di “bullismo” con ragazze e ragazzi partendo dalla celebre fiaba e alle 22 in piazza Libertà a Terralba con la commedia musicale “Just Forever” con drammaturgia e regia di Virginia Garau – per un vivace affresco del Belpaese attraverso lo sguardo tutto al femminile delle parenti e amiche di una giovane e misteriosa sposina, per una riflessione sui cambiamenti negli ultimi 80 anni di storia italiana.

Dopo l’inaugurazione lo scorso sabato 26 giugno alle 19 sulle note agrodolci di “Just Forever” (in scena nel nuovo Spazio all’Aperto della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche dell’Università degli Studi di Cagliari per Suoni e Ritmi per la Pace 2021 / Festival Incontriamoci all’Aperto a cura del Palazzo d’Inverno) – “Travelling Tragody” continua fino a settembre con una intensa programmazione che, affrontando temi d’attualità con ironia e leggerezza nello spirito spensierato ma non troppo dell’estate, coinvolge città e paesi dell’Isola.

Lo spettacolo attraverserà tutta la Sardegna da Sud a Nord

Un festival itinerante che attraversa la Sardegna da Sud a Nord, da Cagliari ad Alghero. In cartellone oltre allo spettacolo metateatrale “Baracca & Burattori ” e a “Just Forever”, anche il reading “Le Spose della Luna” e ancora fiabe e leggende sull’origine dell’arte della tessitura in Sardegna con “Istòs”.

Le “anime resilienti” del Teatro Tragodia hanno trasformato il tempo “vuoto” della “sospensione” delle manifestazioni in un’opportunità di crescita. Un’occasione, quella di sperimentare nuovi linguaggi dando forma a nuove iniziative e progetti capaci di raccontare il presente.

“Travelling Tragody” unisce idealmente decine di palcoscenici dell’Isola in una vertiginosa tournée quasi a voler contraddire le limitazioni imposte dal lockdown e generare un “movimento teatrale” con artisti e tecnici “on the road”.“Travelling Tragody” ovvero una “compagnia viaggiante”, quasi una moderna versione del carro di Tespi per raggiungere le diverse località.

Gli spettacoli: si parte con “Just Forever”

Si parte con “Just Forever”, la nuova produzione del Teatro Tragodia con drammaturgia e regia di Virginia Garau, anche protagonista sulla scena insieme con Nigeria Floris, Daniela Melis e Carmen Porcu, e con i Siparietti Finali dei Quadri a cura di Marco Nateri.

Un vivace e colorato affresco del Belpaese a ritmo di musica con lo spettacolo che descrive i preparativi per le nozze di una giovane donna. Donna oggetto di maliziosi pettegolezzi, «una mamma spregiudicata e libertina, una nonna disincantata, una zia zitella e timorata di Dio (ma con qualche scheletro nell’armadio) e un’amica della sposa».

Il rito del matrimonio diventa la cartina di tornasole attraverso cui si rivelano i profondi cambiamenti nel modo di vestire, di comportarsi e di ragionare . Tra passione e romanticismo, le protagoniste di “Just Forever” si confrontano con il sentimento universale dell’amore in tutte le sue declinazioni.

Tra gli spunti di attualità, anche il tema dell’attesa ripartenza dell’attività dei “wedding planners”, un settore duramente colpito dalle conseguenze della pandemia.

“Baracca & Burattori”: un omaggio alla grande tradizione del teatro di figura

Nel cartellone di “Travelling Tragody” non poteva mancare “Baracca & Burattori, un omaggio alla grande tradizione del teatro di figura, con lo spettacolo interpretato da Daniela Melis, Ulisse Sebis e Virginia Garau, che prendono il posto delle classiche “teste di legno” per rappresentare una delle fiabe più conosciute e amate.

Sulla falsariga della trama originale, tra comiche invenzioni e buffe gags gli attori-burattini mettono in scena una vicenda esemplare di “bullismo”.

In questa versione della fiaba la protagonista non resterà in silenzio ma deciderà di affrontare la situazione e mettere fine alle vessazioni, cambiando il finale della storia in un vero e allegro “lieto fine”.

“Le Spose della Luna”: un viaggio nella Sardegna di inizio 900

Sotto le insegne di “Travelling Tragody” debutta – in forma di reading – “Le Spose della Luna” di Emma Fenu: il romanzo, ambientato nella Sardegna di inizio Novecento si ispira alla storia di Paska Devaddis, la giovane di Orgosolo coinvolta nella crudele faida tra le famiglie dei Cossu e dei Corraine e costretta a rifugiarsi sui monti per sottrarsi alla giustizia, in seguito a un’accusa di omicidio, probabilmente infondata, che segnò il suo destino.

Figura leggendaria, la bandita rivive sulla carta in una narrazione avvincente: una vicenda di amore e odio, sullo sfondo di un contrasto legato, pare, a motivi di eredità e degenerato in una spirale di sangue e di vendetta, tra misteriose apparizioni e riti di magia bianca e nera. “Le Spose della Luna” , nella mise en espace del Teatro Tragodia, racconta «di donne forti come pietre nuragiche e potenti come dee, mosse da sentimenti ancestrali».

La tessitura di “Istòs”

“Travelling Tragody” è anche “Istòs”, coproduzione de L’Effimero Meraviglioso e Teatro Tragodia: la pièce, ispirata alla leggenda de “Il cervo in ascolto” raccontata da Salvatore Cambosu in “Miele Amaro”, rivela attraverso l’arte della tessitura l’identità di un popolo, intrecciata nel grande telaio della vita.

Un’opera multimediale che sposa teatro e musica: l’ordito e la trama diventano metafore dell’esistenza, in un saldo intreccio, ove il disegno completo appare solo alla fine.

Una donna, dopo aver appreso la notizia della morte del marito, ferito durante una caccia al cervo, mette al mondo tre figlie femmine che diventeranno le custodi dei segreti dell’arte della tessitura, e li diffonderanno e tramanderanno attraverso le generazioni. Tra filastrocche e canzoni, riaffiora l’immagine del cervo, simbolo misterioso e ambiguo del legame tra la vita e la morte, tra Eros e Thanatos, in una pièce ricca di pathos e poesia, tra atmosfere fiabesche e interessanti spunti di riflessione fra memoria e identità.

About Daniele Mereu

Studente magistrale in Relazioni Internazionali (Studi Euro-Mediterranei) presso l'Università di Cagliari. Laureato in Scienze Politiche e diplomato in Relazioni Internazionali per il Marketing.

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