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Nicolò Barella

Calcio: la storia del centrocampista Nicolò Barella

Uno dei protagonisti dell’Italia di Mancini fresco vincitore della Serie A con l’Inter si sta dimostrando centrocampista fondamentale ed imprescindibile per qualunque allenatore abbia la fortuna di allenarlo.

Nicolò Barella, questo nome sicuramente è conosciuto anche da chi ama divertirsi con le app scommesse sportive e cogliamo quindi l’occasione per raccontarvi meglio la sua storia.

Il centrocampista sardo è nato a Cagliari il 7  febbraio 1997 e proprio nella squadra rossoblù ha iniziato la sua carriera, diventandone addirittura il più giovane giocatore ad aver indossato la fascia di capitano, a soli 20 anni, 10 mesi e 9 giorni, battendo il record che in precedenza apparteneva al terzino Nicola Murru.

Oggi Barella è un giocatore completo che sa recuperare il pallone e allo stesso tempo impostare il gioco, uno di quei calciatori che in inghilterra sarebbe definito box to box visto che sa essere fondamentale in entrambe le aree di rigore, e probabilmente per aver raggiunto questo successo deve dire grazie a  Gianfranco Matteoli che l’ha scoperto nella scuola calcio di Gigi Riva, decidendo di portarlo al Cagliari. Nella stagione 2014-2015 si allena tra Primavera e prima squadra esordendo sia in coppa Italia sia in campionato contro il Parma in entrambe le sfide.

L’esordio in Serie A

A 20  anni esordisce in Serie A in un’annata  che fu fallimentare a livello di squadra, visto che è terminata con la retrocessione del club. Nella stagione successiva gioca sei partite in Serie B prima di essere ceduto in prestito al Como, sempre in cadetteria per avere la possibilità di avere un minutaggio maggiore. Qui da titolare colleziona 16 presenze, ma anche un’altra retrocessione.

Nell’estate del 2016 però il suo destino cambia visto che viene richiamato dal club proprietario del suo cartellino che gli concede l’opportunità di calcare un palcoscenico importante, e grazie alla fiducia che gli concede il mister, attraverso prestazioni di livello ci mette poco tempo per diventare uno i quei giocatori ai quali è impossibile rinunciare.

Nonostante non abbia ancora vent’anni sono più di 100 le presenze con i sardi e le grandi squadre mettono gli occhi su di lui, visto che conclude la stagione con 6 reti realizzate, ma soprattutto è il giocatore che ha recuperato più palloni, 253 in Serie A.  Vince anche il premio Bulgarelli dedicato al miglior centrocampista del campionato,

Le offerte arrivano e a spuntarla è l’Inter che offre 12 milioni per il prestito oneroso più 25 milioni per l’obbligo di riscatto. A seconda degli obiettivi raggiunti è prevista un’altra parte variabile che può arrivare fino a 12 milioni se saranno soddisfatte alcune condizioni.

Il suo percorso sino ad arrivare a Conte

Il suo percorso di crescita raggiunge il suo massimo con Conte, un allenatore capace di valorizzare al meglio i propri giocatori. Nella stagione appena conclusa che ha riportato lo scudetto nella Milano nerazzurra Barella ha giocato 36 partite condite da 3 gol e 7 assist con l’85% di passaggi riusciti, oltre che aver vinto il 53% dei contrasti.

 I tifosi devono stare tranquilli perché anche con la gestione di Simone Inzaghi, nuovo allenatore, darà sempre il massimo regalando prestazioni all’altezza. L’esempio pratico è la Nazionale.

Cambiando i fattori, i dati non cambiano visto che il centrocampista e uno dei titolari fissi del Ct Mancini proprio perché sa integrare entrambe le fasi di gioco senza smettere mai di correre o di sacrificarsi per i compagni. Con i suoi inserimenti poi può mettere in difficoltà le difese avversarie, trovando l’assist o il gol.

Per le sue qualità viene paragonato al centrocampista francese Kante, anche se dal punto di vista offensivo l’italiano può vantare uno score migliore e può essere utilizzato in varie posizioni ad esempio sia da mediano puro che da trequartista dietro le punte, posizione nella quale può garantire addirittura una certa dose di fantasia e precisione.

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