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La Grande Prosa : debutta nell’Isola “Souvenir” con Francesca Reggiani

Uno straordinario ritratto al femminile in “Souvenir, la fantasiosa vita di Florence Jenkins” di Stephen Temperley, con Francesca Reggiani.

 

Uno straordinario ritratto al femminile in “Souvenir. La fantasiosa vita di Florence Jenkins” di Stephen Temperley, con un’istrionica Francesca Reggiani nel ruolo della protagonista accanto a accanto a Massimo Olcese e al musicista Francesco Leineri, in cartellone. Dopo la prima regionale lunedì 7 giugno alle 20.30 all’AMA/ Auditorium Multidisciplinare di Arzachena in collaborazione con Deamater. Da martedì 8 fino a sabato 12 giugno alle 20.30 all’Auditorium del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Infine domenica 13 giugno alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne della Stagione 2020-2021 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

La pièce


La pièce – nella mise en scène di Roberto Tarasco, con la traduzione di Edoardo Erba. Con i costumi di Francesca Di Giuliano (fonico Gianluca Meda, macchinista Raffaele Basile, aiuto regista Rachele Minelli). Produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni – trae spunto dalla vera storia di Florence Foster Jenkins. Il soprano statunitense, celebre soprattutto per la sua mancanza di doti canore, riuscì comunque a esibirsi alla prestigiosa Carnegie Hall di New York il 25 ottobre del 1944. Un recital attesissimo, i cui biglietti andarono esauriti con settimane di anticipo.

Una figura affascinante per il suo coraggio e la sua determinazione nell’inseguire un sogno. La sua passione e il suo entusiasmo, la sua apparente imperturbabilità di fronte alle critiche, trionfano sulle spietate regole del mondo dello spettacolo e perfino sui canoni rigorosi della musica d’opera. Neppure la sua scarsa intonazione, la mancanza di senso del ritmo, la difficoltà nel tenere una nota, spesso sottolineate dai suoi detrattori, riescono a fermarla o a ridurla al silenzio.

La dama dell’alta società, amante del belcanto e animatrice della vita culturale, era una autentica diva, dalle mises insolite e stravaganti. Applaudita e apprezzata sia pure nella ristretta cerchia delle sue amiche e ammiratrici, nonché socie del suo club. Saggiamente preferiva limitare le sue esibizioni davanti a un pubblico selezionato, come per il suo recital annuale nella sala da ballo del Ritz-Carlton di New York.


Perfino la critica pareva stranamente benevola nel definire le sue performances, inserendo nelle recensioni quel tanto di ambiguità da lasciare nel dubbio e suscitare la curiosità. Creatura ammirevole nella sua ingenuità, Florence Jenkins era solita attribuire le risate che accompagnavano le sue esibizioni all’invidia professionale delle rivali. Si paragonava ad artiste come Frieda Hempel e Luisa Tetrazzini e pare sostenesse che «La gente può anche dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato».

La sua carriera

La sua carriera, iniziata dopo la fuga a Filadelfia con quel Frank Thornton Jenkins che sarebbe diventato suo marito e da cui divorziò nel 1902, fu favorita dall’eredità paterna. Riuscì a inserirsi nella scena musicale della città. Fondando e sovvenzionando il Verdi Club, prese lezioni di canto e cominciò a tenere dei recitals, esordendo nel 1912.

Nel suo repertorio, accanto alle arie d’opera di compositori come Wolfgang Amadeus Mozart, Giuseppe Verdi e Richard Strauss. Anche famosi lieder (compresi pezzi di Johannes Brahms e i “Clavelitos” di Joaquín Valverde Durán) e canzoni originali scritte da lei o dal suo accompagnatore, il pianista Cosmé McMoon. Finalmente – all’età di 76 anni – il soprano accettò di esibirsi davanti al grande pubblico, sul palco della Carnegie Hall. Una catastrofe annunciata, data la sua mancanza di talento e bravura, ma da cui sorprendentemente Florence Jenkins uscì indenne, fermamente convinta della propria arte. Fu la sua ultima esibizione: morì un mese dopo, a causa di un attacco di cuore.

Florence Foster Jenkins


Florence Foster Jenkins – a cui è ispirato anche il film “Florence” di Stephen Frears con Meryl Streep – è stata a suo modo una donna di successo. Una singolare “eroina” moderna che a dispetto di ogni impedimento, ostacolata dapprima dal padre e poi dal marito, è riuscita a diventare, seppure a modo suo, quel che desiderava essere: un soprano.

Una personalità originale, quasi da romanzo, ma realmente esistita come testimonia una ricca documentazione. A partire dalle registrazioni che sembrano dar ragione ai suoi critici più spietati: eppure a dispetto della sua mancanza di senso del ridicolo, o della sua felice inconsapevolezza. La ragazza nata a Wilkes-Barre, in Pennsylvania ha trovato il modo per farsi strada nel mondo. Perfino di mettersi in luce, in virtù della sua passione per l’opera e il belcanto.


Oltre la Scena – incontro con gli artisti: giovedì 10 giugno alle 17 presso la Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta n.2 a Cagliari. Francesca Reggiani e la compagnia racconteranno la genesi dello spettacolo. Tra riflessioni sul rapporto fra teatro e società e sull’arte della commedia in una conversazione con la giornalista Maria Paola Masala nell’ambito de I Pomeriggi della Fondazione per Legger_ezza 2021 del CeDAC Sardegna.

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About Alessandra Massidda

Appassionata di Danze Etniche, studio e mi formo come insegnante. La fotografia è la mia seconda passione, fotografo e viaggio alla scoperta della mia terra, la Sardegna. La psicologia? la mia terza passione. Credo fortemente che l'arte in tutte le sue forme sia una terapia molto efficace. Dimenticavo , studio Beni Culturali e Spettacolo all'Università di Cagliari.

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