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Fisioterapia

Emofilia: fisioterapia evita danni muscolo-scheletrici

La Fisioterapia applicata all’emofilia ha permesso di approcciare il paziente emofilico con maggior sicurezza e ha favorito esiti funzionali.

L’obiettivo della Fisioterapia ha potuto ampliare e diversificare, nel corso di questi anni, la sua originaria applicazione. In principio era uno strumento per contrastare l’effetto del sanguinamento intra-articolare a livello locale. Successivamente è stata utilizzata per il solo recupero muscolare ed articolare e quasi esclusivamente dopo gli interventi chirurgici.

L’avvento delle nuove specializzazioni in terapia manuale ha introdotto valutazioni motorie di tutto l’apparato muscolo-scheletrico nella sua globalità. Si sono messe in evidenza le priorità disfunzionali che potevano diventare oggetto di terapie manuali e con il tempo funzionali, attraverso un’attività sportiva calibrata sulle capacità del paziente. In questo modo ne hanno potuto beneficiare sia i pazienti più giovani sia i pazienti adulti e quelli sottoposti ad intervento chirurgico.

“Nei pazienti affetti da emofilia, i danni articolari portano ad alterazioni posturali che causano un peggioramento della struttura muscolo-scheletrica su tutto l’asse. Ma nei pazienti in cui la malattia è un grado moderato, riusciamo a correggere le posizioni scorrette grazie a esercizi su pedana”. Lo ha spiegato Ermes Vedovi, fisiatra dell’azienda ospedaliera di Verona, durante l’incontro della tappa di Vicenza della campagna Articoliamo, sostenuta da Sobi con il patrocinio di FedEmo e dedicata al benessere articolare dei pazienti emofilici.

“La nostra sperimentazione ha previsto sei sedute di 45 minuti. Il paziente sulla pedana simula esercizi posturali trasmessi in video che mostrano diversi cambi di postura. Variando il carico plantare e l’inclinazione del piede si evidenzia il range articolare non interessato dalla patologia. Così è possibile recuperare dei piccoli movimenti dai quali partire per recuperare il movimento corretto dell’articolazione intera”.

“La pedana è utile sia per la diagnosi sia per il trattamento ma deve essere accompagnata a programmi di fisioterapia precoci e continuativi, a una corretta e costante attività fisica e alla prevenzione”.

About Elisabetta Serra

Studentessa di Beni Culturali e Spettacolo presso l'Università di Cagliari.

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