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GIOVANI ITALIANI
GIOVANI ITALIANI

Ecologia, diritti, libertà: il ritratto dei giovani italiani secondo Italian Tech e SWG

Sogni, paure e valori dei giovani italiani fra i 18 e 30 anni. Il loro rapporto con la tecnologia non è solo di fiducia

Greta Thunberg, Barack Obama, Bebe Vio: questi i nomi delle persone in cui i giovani italiani si riconoscono. Il risultato della prima ricerca che il nuovo content hub di Gedi, Italian Tech ha lanciato assieme all’istituto di ricerca Swg. Il ritratto è sorprendente e in parte preoccupante. Un Osservatorio mensile che nella sua prima puntata cerca di scoprire sogni, paure e valori degli italiani che hanno fra i 18 e 30 anni: la Next Gen It

Ben posizionati nella classifica anche la senatrice a vita Liliana Segre e l’astronauta Samantha Cristoforetti; molto dietro Bill Gates e Mark Zuckerberg, i Ferragnez e Lady Gaga, il Papa e Cristiano Ronaldo. L’indagine va oltre i nomi, e cerca di decifrare i sentimenti di una generazione all’uscita dalla pandemia. Avvertono l’incertezza, ma sono più annoiati e meno fiduciosi degli adulti. Sono sognatori, imprudenti e solidali. L’essere adulti significa prendersi delle responsabilità indesiderate: solo uno su tre vorrebbe essere più coinvolto dalla politica, gli altri si accontentano di essere “presi in considerazione”.

Dopo questo anno difficile i giovani si sentono grati verso medici e, ancor di più, verso gli infermieri. Hanno sempre meno fiducia in politica e giornalisti. Questo forse anche perché avvertono un senso di esclusione dal futuro, la metà sente di non poterlo cambiare e c’è chi si definisce “spettatore o comparsa”; con poche opportunità di carriera per mancanza di ricambio generazionale. 

Fede, famiglia tradizionale e patria non sono così importanti. Il cambiamento climatico, la parità di genere, i diritti delle persone omosessuali invece sono in primo piano tra i temi più sentiti. Al punto che dagli investimenti del Pnrr si aspettano scuole, ospedali e pubblica amministrazioni migliori ma anche che si possa “eliminare la disparità di genere” come se fosse un fatto di soldi e non culturale.

La tecnologia ha un impatto positivo: si aspettano di vedere un’auto a guida autonoma; seguire un corso di formazione con la realtà aumentata; mentre sono più scettici sull’inizio dell’era di un turismo spaziale. Uno su dieci ritiene che l‘intelligenza artificiale sia una minaccia letale per il genere umano. Oggi, dopo un anno di lockdown, vogliono solamente riprendersi la propria libertà.

About Chiara Carboni

Studentessa presso l'Università di Cagliari - Beni Culturali e Spettacolo. Appassionata di cinema, arte e musica. Ogni tanto mi piace immergermi nelle meraviglie della nostra Terra.

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