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Il Sardinia Radio Telescope fotografa la galassia di Andromeda
Sardinia Radio Telescope fotografa Andromeda

Il Sardinia Radio Telescope fotografa la galassia di Andromeda

Ancora una volta il Sardinia Radio Telescope si trova protagonista di una ricerca di avanguardia come l’osservazione della galassia Andromeda a 6.6 GigaHertz.

L’immagine ottenuta a tale frequenza, oltre a essere senza precedenti, ha permesso di definire nel dettaglio la morfologia della galassia e in particolare di individuare le regioni dove nascono le nuove stelle.

I risultati dello studio, frutto della collaborazione fra la Sapienza e l’lstituto Nazionale di Astrofisica sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Andromeda è una delle galassie più studiate di tutti i tempi e probabilmente anche la più conosciuta al grande pubblico.

Tale fama è dovuta alla sua prossimità e somiglianza con la nostra galassia, la Via Lattea.

Una conoscenza della natura dei processi fisici che avvengono al suo interno permetterebbe di capire meglio cosa avviene nella nostra galassia, come se la guardassimo dall’esterno.

L’osservazione di Andromeda

Paradossalmente, proprio ciò che finora ha ostacolato una osservazione approfondita di Andromeda nelle microonde è la sua stessa conformazione.

Infatti, a causa delle sua prossimità alla Via Lattea, questa ha una dimensione angolare di diversi gradi in cielo.

In questo modo risulta fuori dalla portata degli interferometri costituiti da schiere di antenne di piccola taglia.

Per poter osservare Andromeda a frequenze di 6.6 GHz e superiori è indispensabile disporre di un unico radiotelescopio a disco singolo dotato di una grande area efficace.

La collaborazione tra La Sapienza e Inaf per il Sardinia Radio Telescope

Oggi una collaborazione scientifica fra la Sapienza Università di Roma e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha permesso di raggiungere un ragguardevole traguardo.

Grazie al Sardinia Radio Telescope hanno ottenuto un’immagine della galassia di Andromeda completamente nuova, a 6.6 GHz, una frequenza mai sondata prima d’ora.

L’ottima risoluzione angolare del telescopio ha permesso di definire nel dettaglio la morfologia e di ampliare così le conoscenze finora disponibili su questa galassia.

Lo studio è stato realizzato con la partecipazione anche di numerosi enti e università internazionali.

Tra questi la University of British Columbia, l’Instituto de Radioastronomia y Astrofisica – Unam in Messico, l’Instituto de Astrofisica de Canarias, l’Infrared Processing Analysis Center – Ipac in California.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

A 6.6 GHz l’emissione della galassia è vicina al suo minimo, complicando la possibilità di ottenere una immagine così definita.

Nonostante ciò i ricercatori sono riusciti a mappare la galassia con alta sensibilità.

Tutto grazie alle 66 ore di osservazione con il Sardinia Radio Telescope e a un consistente lavoro di elaborazione dei dati.

«Combinando questa nuova immagine con quelle precedentemente acquisite», dice Elia Battistelli del Dipartimento di fisica della Sapienza e coordinatore dello studio, «abbiamo fatto significativi passi in avanti nel chiarire la natura della emissione di microonde di Andromeda, distinguendo i processi fisici che avvengono in diverse regioni della galassia».

«In particolare siamo riusciti a determinare la frazione di emissione dovuta ai processi termici legati alle prime fasi della formazione di nuove stelle, e la frazione di segnale radio imputabile ai meccanismi non-termici dovuti a raggi cosmici che spiraleggiano nel campo magnetico presente nel mezzo interstellare», aggiungono Federico Radiconi del Dipartimento di fisica della Sapienza e Sofia Fatigoni dell’Università della British Columbia.

I dati ottenuti hanno permesso ai ricercatori di ottenere grandi risultati.

Hanno stimato il ritmo di formazione stellare di Andromeda e non solo.

Hanno inoltre prodotto una mappa dettagliata che ha messo in evidenza il disco della galassia come regione d’elezione per la nascita di nuove stelle.

Per ottenere questa immagine unica di Andromeda il team ha sviluppato e implementato dei software ad hoc.

Ciò ha permesso, tra le altre cose, di testare nuovi algoritmi per la identificazione di sorgenti a più bassa emissione nel campo di vista attorno ad Andromeda, il più vasto mai esaminato a una frequenza di 6.6 GHz.

In questo modo i ricercatori hanno estratto dalla mappa un catalogo di circa un centinaio di sorgenti puntiformi.

Le sorgenti puntiformi sono rappresentate da stelle, galassie e altri oggetti, sullo sfondo di Andromeda.

About Nicola Palmas

Imprenditore digitale e manager culturale. Founder & CEO della startup Billalo, direttore artistico di Sardegna Concerti. Appassionato di musica, innovazione e marketing.

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