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Il Conte Diavolo Don Brascos detto “Su Buginu”

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Il Conte Diavolo Don Brascos detto "Su Buginu"
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I soprusi compiuti dai signori feudali è ancora presente nella tradizione popolare dove si tramandano leggende. I nobili spietati  sono trasformati in esseri demoniaci dalla fantasia della gente.

Con la conquista Aragonese introdotta in Sardegna il feudalesimo nella forma più odiosa dal momento che il feudo era considerato una proprietà esclusiva del signore il quale esercitava il suo potere con grande prepotenza. La storia che vi voglio raccontare è ambientata verso la fine del 1400 ed è ispirata ad alcune leggende che si raccontano nei paesi.

Nella Sardegna centrale viveva Gunane che con grande fatica riusciva a campare lavorando la terra data in concessine dal conte. Gunane voleva sposare Lughia Desogus figlia di povera gente come lui. Allo scopo di formare una famiglia cercava di risparmiare quanto più poteva.

Gli scagnozzi del conte ossessionavano il giovane perché pagasse i tributi reali a volte anche inventati che il popolo doveva al feudatario. Ne elenco solo alcuni: l imposizione sul grano seminato e non al grano raccolto; un capo di bestiame ogni dieci, un tributo chiamato “SOS UPPEDDOS DES SOS SORIGHES” per il risarcimento dei danni provocati dai topi nei granai del padrone.

Lo jus primae noctis chiamato anche “DIRITTO DI GALLINA“, perché pagabile in denaro o in pollame. Dura la vita per un poveraccio a quel tempo. Dal momento che Gunane non poteva pagare il tributo soprattutto a causa di una carestia, il conte fece rapire Lughia e dopo abusò di lei.

La giovane trovata sconvolta e fuori di se, perché attribuiva la sua disgrazia al diavolo di cui descriveva le fattezze e il fuoco dell’ inferno. La popolazione del villaggio impietosita della sua sorte , pensò che fosse indemoniata mentre Gunane, ragionando sapeva bene che il diavolo era il conte.

Nella furia vendicativa il giovane contadino riusci a ottenere l’ appoggio degli altri villani e cosi dopo aver assaltato il palazzo presero il nobile e tutti insieme decisero di fargli subire una morte atroce. Quindi dopo avergli fatto un copricapo con le corna e legato ai fianchi una coda di asino e lo bruciarono su un rogo. Credo che a tutti possa piacere la rivincita ottenuta dalla rivolta popolare, ma in realtà  niente cambiò nelle tristi condizioni di vita della gente sarda. 

Ii fantasmi dei feudatari oppressori appaiono ancora fra i ruderi dei castelli che un tempo erano le loro dimore. Don Blas d’Aragona descritto come un diavolo gigantesco che farebbe ancora la sua comparsa fra i ruderi del castello di Goceano. Un certo Don  Baracos è il protagonista delle leggende tenebrose di Santu Lussurgiu. 

Durante il carnevale a Ovodda viene fatto sfilare su un carro, un fantoccio di stracci con una grossa pancia e il volto di sughero.  Al tramonto questo grottesco pupazzo viene bruciato e gettato in una scarpata

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About Raimonda Spelarci

In arte "sunny days" racconto storie e aneddoti, scoperte e tesori della citta di Cagliari (Casteddu). Estroversa, creativa ed appassionata di fotografia e di viaggi.

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