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Un lenzuolo contro la mafia: il ricordo di Falcone e Borsellino

Da Roma a Palermo: lenzuoli come bandiere laiche che uniscono il Paese in un grido corale contro le mafie e contro la sopraffazione.

I lenzuoli diventano bandiere laiche che uniscono il Paese. Sono elementi di una narrazione che lega luoghi di arte e di cultura in un percorso che terminerà nel 2023, 30ennale della strategia stragista di Cosa nostra culminata negli attentati di Roma, Firenze e Milano. Si vuole sottolineare il valore della memoria come patrimonio immateriale del Paese.

Le città come luoghi di memoria, espressioni di una nuova geografia della responsabilità, avamposti per la tutela della legalità. Questa è l’idea da cui nasce #unlenzuolocontrolamafia. E’ un progetto volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori della giustizia e del ricordo di coloro che hanno dedicato la vita al bene della collettività. L’iniziativa della Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione, su idea di Alessandro De Lisi, è parte di Spazi Capaci-Comunità Capaci. E’ un progetto di riappropriazione degli spazi urbani attraverso l’arte, in occasione del 29esimo anniversario della Strage di Capaci costata la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.

“In alcuni luoghi simbolo del nostro Paese – spiega Maria Falcone, presidentessa della Fondazione Falcone e sorella del magistrato assassinato dalla mafia – sono stati esposti dei lenzuoli con una illustrazione di Giovanni e Paolo Borsellino, amico e collega di mio fratello, che con lui condivise rigore, impegno professionale e la drammatica sorte”. La foto li ritrae insieme mentre sorridono in un momento conviviale: è un’immagine potente, di vita, contrapposta a quelle, drammatiche, legate alla violenza mafiosa. 

Città come luoghi della memoria

Un lenzuolo di 15 m x 4,10 m è esposto sull’ingresso occidentale del Colosseo, visibile su via dei Fori Imperiali.

“Da subito e senza esitazione alcuna abbiamo aderito a questo progetto – commenta Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo – Il Colosseo è simbolo e ambasciatore nel mondo di unione tra i popoli; è, prima ancora che monumento storico, un luogo in cui in ragione della sua storia ormai quasi bimillenaria tutte le razze del mondo si riconoscono e identificano nel segno della pace”. 

Un lenzuolo delle stesse dimensioni è collocato al Teatro Massimo di Palermo, mentre creazioni di dimensioni minori sono esposte in diversi luoghi simbolo. Tra questi vi sono: la Biblioteca Tiraboschi di Bergamo; Palazzo Gambacorti di Pisa; Museo del ‘900 di Milano; Palazzo Civico di Torino; Fondazione Zeffirelli di Firenze; Palazzo San Giacomo di Napoli; Palazzo dei Priori di Perugia; Museo Archeologico di Reggio Calabria, Palazzo di Città di Ragusa; Palazzo di Giustizia di Ancona; Palazzo di Città di Bari; Prefettura di Trieste; Circoscrizione di Borgo Panigale di Bologna; Palazzo Comunale di Norcia; Reggia di Caserta.

A Venezia il lenzuolo verrà esposto in tutti i municipi in una sorte di “viaggio” che parte da Ca Farsetti di Rialto per spostarsi alle sedi del Municipio di Mestre, Marghera, Lido, Favaro Veneto, Chirignago Zelarino.

All’Asinara il lenzuolo verrà collocato presso la casa in cui soggiornarono Falcone e Borsellino quando dovettero lasciare Palermo per completare l’ordinanza di rinvio a giudizio del primo maxiprocesso ai clan.

Il 20 maggio, a Roma, Palermo, Firenze, Milano, teatro delle stragi mafiose del ’92 e del ’93, l’esposizione è avvenuta durante una cerimonia che ha visto esibirsi la Fanfara dei carabinieri.

L’appello ad appendere un lenzuolo al balcone il 23 maggio, come avvenne dopo l’attentato, è come ogni anno rivolto a tutti i cittadini

About Elisabetta Serra

Studentessa di Beni Culturali e Spettacolo presso l'Università di Cagliari.

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