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6 giovani su 10 con Crohn desiderano mangiare ‘come gli altri’

Uno su 4 dei pazienti con la Malattia di Crohn si sente stigmatizzato e il 66% vorrebbe alimentarsi normalmente; cibi piccanti, bevande alcoliche e fritti alimenti ‘tabù’

Per un giovane con la Malattia di Crohn il cibo diventa fonte di stress in famiglia (6 casi su 10), causa situazioni spiacevoli con gli amici (circa 1 su 2); complica la scuola (8 su 10). Così questa malattia cronica dell’intestino; che solo in Italia colpisce circa 150.000 mila persone; di cui un 25% con diagnosi prima dei 20 anni; alimenta il disagio nutrizionale dei pazienti. E’ il quadro che emerge dall’indagine del centro EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, della campagna sociale “Crohnviviamo; Storie di giovani che la malattia di Crohn non può fermare”, promossa da Nestlé Health Science; con il supporto di Modulen; alimento a fini medici speciali per chi ha la Malattia di Crohn – in collaborazione con l’associazione ‘Amici Onlus’.

Lo studio, presentato in occasione della Giornata mondiale delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Mici) del 19 maggio, mette in luce il forte impatto dell’alimentazione sulla qualità di vita (67%) e sulla quotidianità (59%) dei pazienti. “Le scelte alimentari, sono parte integrante della qualità di vita e della socialità delle persone e quindi fortemente intrecciate con la psicologia. Per chi ha la Malattia di Crohn essere obbligati a rinunce o limitazioni nella propria dieta è fonte di grande frustrazione emotiva e rischia di compromettere il senso di inclusione sociale e di auto-efficacia delle persone”; commenta Guendalina Graffigna; direttrice del centro EngageMinds Hub che ha condotto l’indagine.

Questa mancanza di piacere del cibo, dovuta alle restrizioni; si lega anche alla preoccupazione scatenata dall’assunzione di cibo considerato pericoloso; che può far ‘scappare’ improvvisamente alla toilette: il 50% delle persone con Mici, infatti, ha confermato che nella settimana precedente all’intervista ha avuto questo tipo di preoccupazione. Il 46% si sente protagonista di ‘situazioni spiacevoli’ nel condividere i pasti con i suoi pari e più della metà dei partecipanti ritiene che la gestione dei pasti in famiglia sia causa di stress.

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About Camilla Bruno

Nel 2014 mi sono diplomata in flauto traverso al Conservatorio, attualmente frequento la facoltà di Beni Culturali e Spettacolo, e dal 2018 insegno musica privatamente. Sono appassionata di cinema di musica e di arte. Oltre all’esperienza nella gestione social di realtà come il Cineclub FEDIC di Cagliari, negli ultimi anni ho approfondito i miei studi nel campo degli audiovisivi e del mercato dell’arte. Attualmente sono l'amministratrice del progetto di art management Visual Scout.

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