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Vaccinare i giovani, sì o no? Cosa dicono gli esperti

Vaccinare i più giovani contro il covid, è importante? E’ possibile? E da quale età? Gli esperti sono più o meno tutti d’accordo nel dire che bisogna immunizzare anche i ragazzi

“Sebbene il vaccinare contro il Covid nelle scuole trovi molti concordi, in ambito pediatrico invece è molto discussa. E’ vero che non sembrano esserci sintomi molto severi in questa fascia d’età, ma è anche vero che in una situazione simile, lasciare loro senza copertura fa sì che rappresentino un serbatoio potenziale di contagio per gli altri. Dobbiamo ragionare in un’ottica evolutiva: andiamo verso una realtà in cui le varianti di Sars-CoV-2 aumentano. Alcune ci stanno dando problemi anche nei più piccoli. Questi elementi ci spingono a fare il vaccino anche nelle fasce pediatriche”. E’ la riflessione di Paolo Palma, responsabile di Immunologia clinica e Vaccinologia all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

“L’obiettivo” al quale bisogna puntare nella lotta al Covid-19 “è quello di vaccinare” anche gli adolescenti “dai 12 ai 16 anni”. Ovviamente non appena le autorità regolatorie internazionali avranno approvato le iniezioni-scudo per questa fascia d’età. Infatti il vaccino deve essere efficace e sicuro”. Lo ha sottolineato Roberto Cauda, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, intervenuto ad ‘Agorà’ su Rai3. 

Avanti con la campagna anti-Covid

“Avanti con la campagna di vaccinazione. Speriamo finalmente estesa a tutti, anche ai più giovani, come abbiamo auspicato dall’inizio, per rendere la scuola sempre più sicura”. E “avanti con le azioni di sistema, da tempo invocate. Trasporti innanzitutto, ora che veramente tutti, si sono accorti della loro estrema pericolosità così come sono adesso, se non vengono potenziati e resi sicuri”. Lo scrive su Facebook il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia.

“Vaccinazioni a scuola? Non sono sfavorevole. La protezione dei giovani ha poco senso in termini di prevenzione dalla malattia. Il Covid 19 nei giovani sani ha una scarsa rilevanza”, però “avrebbe un’importanza significativa laddove si fosse certi che questi vaccini riducano la diffusione del contagio”. Lo dice all’Adnkronos Salute il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa. 

“La situazione legata alle nuove varianti è tale da rendere importante riuscire a vaccinare anche al di sotto dei 16 anni. E’ abbastanza palese che la variante inglese, principale in circolazione, ha una grande capacità di diffondersi anche tra i bambini. Questo non implica, per nostra fortuna, che si ammalino gravemente, ma fa dei bambini un serbatoio del virus, dove può continuare ad evolvere. Per questo serve bloccarne la diffusione anche in quella fascia di età. Per farlo, però, bisogna che ci sia un vaccino approvato”. A dirlo all’Adnkronos Salute Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. 

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About Stefania Crobu

Studentessa di Beni culturali e spettacolo. Appassionata di arte, cinema, musica, sport e cucina.

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