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Ictus Celebrale: Il digitale potrebbe facilitare l’accesso alle cure

In Italia, ogni anno, si verificano 120.000 casi di ictus. L’80% sono nuovi episodi e il restante 20% ricadute di eventi del passato. L’Ictus celebrale rappresenta così la terza causa di morte nel nostro paese, ma l’implementazione digitale delle cure potrebbe essere un traguardo.

In Italia, 1 ictus su 4 è causato dalla Fibrillazione Atriale, che affligge circa 900.000 individui. E il cui rischio aumenta con l’avanzare dell’età, con la presenza di diabete, l’ipertensione arteriose e le malattie delle arterie. La fibrillazione atriale, che colpisce dopo i 40 anni, spesso tende a interrompersi spontaneamente, senza manifestare alcun sintomo. Altre volte i sintomi cambiano di giorno in giorno, e trattarlo diventa difficile.

Per approfondire la tematica Motore Sanità ha organizzato il webinar “Screening e prevenzione dell’ictus cerebrale. Focus Veneto“. Un incontro patrocinato da: A.L.I.Ce. Italia O.D.V. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale); Feder A.I.P.A. ODV (Federazione Associazioni Italiane Pazienti Anticoagulati); F.C.S.A. (Federazione Centri per la Diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche e FIMMG Sezione di Padova).

L’ictus celebrale come terza causa di morte in Italia

Valeria Caso è Dirigente Medico presso la S.C. di Medicina Interna e Vascolare – Stroke Unit, Membro del Direttivo della World Stroke Organisation e dell’Osservatorio Ictus Italia. Ella ci spiega che “L’ictus cerebrale, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Quasi 120.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei sopravvissuti rimane con gravi esiti. Inoltre, il costante invecchiamento demografico potrebbe inoltre alimentare un incremento dell’incidenza del 30% tra il 2015 ed il 2035; per cui è importante investire sull’implementazione delle cure e la prevenzione anche per evitare che il sistema non regga“.

E continua: “Ad esempio, la fibrillazione atriale, a cui diversi studi riconducono circa il 25% dei casi di ictus, ancora troppo frequentemente viene diagnosticata solo all’insorgere dell’evento cardiovascolare maggiore. Infatti, la fibrillazione atriale è una patologia intermittente e spesso asintomatica. Questo rende la sua diagnosi insidiosa, perché per diagnosticarla, il paziente deve presentare la fibrillazione atriale nel momento in cui viene sottoposto ad un elettrocardiogramma. I metodi di screening della FA che sembrerebbero garantire i migliori risultati in termini di costo-efficacia hanno utilizzato le moderne tecnologie che permettono di ottenere un elettrocardiogramma ad una sola derivazione da dispositivi portatili”.

“Il sostegno delle tecnologie digitali potrebbe facilitare l’accesso alle cure da parte dei pazienti. L’implementazione delle tecnologie digitali richiede una collaborazione dei diversi stakeholder includendo le società scientifiche, associazioni dei pazienti, industria farmaceutica e politica, conclude Caso.

Aprile è stato il mese della prevenzione

Nicoletta Reale (Presidente A.L.I.Ce. Italia Odv.) ci dice che “Aprile è il mese che A.L.I.Ce. Italia Odv, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, dedica ogni anno alla prevenzione di questa patologia con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sui principali fattori di rischio ictus che possono essere modificati attuando cambiamenti opportuni e responsabili nel proprio stile di vita e facendo esami di controllo che rilevino la presenza di eventuali patologie. Tutti devono essere maggiormente consapevoli che i fattori di rischio da soli e, ancora di più in combinazione tra loro, aumentano notevolmente il rischio di essere colpiti da ictus, che si manifesta in modo improvviso, ma può essere prevenuto”.

E continua: “Non va inoltre dimenticato che l’ictus, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, è una malattia multifattoriale, dovuta quindi alla concomitante azione di più fattori: ipertensione arteriosa; diabete; fumo; obesità; sedentarietà; e alcune anomalie cardiache e vascolari. Il cuore gioca un ruolo cruciale nell’insorgenza dell’ictus, essendo la fibrillazione atriale tra le principali cause di lesioni invalidanti al cervello. Chi ne soffre ha un disturbo cronico del ritmo cardiaco dovuto a battiti fortemente irregolari, che provoca la formazione di coaguli di sangue che possono determinare un ictus. Riconoscere e curare la fibrillazione atriale è tra le più efficaci strategie preventive che possiamo attuare per mettere al sicuro il cervello dal rischio di avere un ictus“.

Le terapie della fase acuta dell’ictus cerebrale (trombolisi e trombectomia meccanica) attualmente disponibili possono evitare del tutto o migliorare in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione rimane tutt’oggi ancora limitata dalla scarsa consapevolezza dei sintomi da parte della popolazione, dal conseguente ritardo con cui chiama il 112 e quindi arriva negli ospedali idonei, dal ritardo intra- ospedaliero e, infine, dalla mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate”, conclude Reale.

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About Ilaria Atzei

Ilaria Atzei
Mi chiamo Ilaria e frequento l'ultimo anno della triennale di Beni Culturali e Spettacolo dell'Università di Cagliari.

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