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occhio secco

“Attenzione ai cosmetici non testaiti”: i consigli contro l’occhio secco

Spesso si utilizzano cosmetici che, soprattutto se non testati ufficialmente, possono essere causa di allergie e irritazioni della cute e dell’occhio, polverizzandosi sul margine delle palpebre o nell’occhio stesso.

Si aumenta così l’infiammazione cronica causata dalla secchezza oculare. Questo contribuisce, inoltre, ad occludere gli sbocchi di alcune ghiandole (soprattutto le ghiandole di Meibomio, presenti nello spessore delle palpebre superiore e inferiore e il cui ostio si apre nel margine palpebrale interno), che producono il film lacrimale. I cosmetici non testati aumentano l’infiammazione, il mal funzionamento e infine la degenerazione delle stesse. Si complica ulteriormente il circolo vizioso infiammatorio che persiste in un occhio secco.

A dirlo, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, che si celebra oggi, è Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico universitario IRCCS Gemelli di Roma e membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana dei Medici Oculisti (AIMO).

Interventi di chirurgia estetica e dry eye

“Molti interventi di chirurgia estetica, inoltre, soprattutto iniezioni di tossina botulinica o interventi estremi di blefaroplastica – prosegue Fasciani- possono contribuire a danneggiare sia il sistema di innervazione della superficie oculare, fondamentale per il buon funzionamento della stessa e la produzione del film lacrimale, sia le ghiandole stesse che producono il film lacrimale. Questo può contribuire, a volte, ad esser causa stessa dell’instaurarsi della sindrome da occhio secco”.

Ma che cos’è esattamente il ‘Dry eye’, comunemente detto ‘occhio secco’? È una condizione patologica caratterizzata dalla presenza di sintomi di discomfort oculare. Per esempio bruciore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, secchezza oculare, lacrimazione, dolore e appannamento visivo. Spesso viene associata ad infiammazione della superficie oculare.

Inoltre consegue l’alterazione per riduzione e/o aumento dell’evaporazione del film lacrimale, il vero e proprio ‘tessuto’ che continuamente idrata, lubrifica, protegge la superficie dei nostri occhi. “È una condizione che interessa il 5-50% della popolazione.” Fa sapere l’esperta. “Ma la sua incidenza aumenta drammaticamente con l’età arrivando ad interessare anche il 75% dopo i 70 anni. Sono colpite soprattutto le donne con un rapporto di 3:1”.

La produzione di ormoni contribuisce

La presenza di numerosi recettori per gli ormoni sessuali, soprattutto androgeni, nelle ghiandole che producono le varie componenti del film lacrimale rende ragione della maggior frequenza di tale patologia nelle donne o in quelle condizioni di alterazione della produzione di ormoni sessuali, Come l’uso di estroprogestinici o la presenza di disturbi del ciclo. Ad esempio l’amenorrea. Le manifestazioni da occhio secco sono sempre più frequenti con l’avanzare dell’età. Soprattutto nelle donne a causa delle carenze ormonali in menopausa. Ma cosa si può consigliare alle donne per ridurre il rischio di sviluppare un occhio secco?

L’AIMO raccomanda alcune regole:

– Fare attenzione a non applicare il trucco all’interno della palpebra per non irritare l’occhio;

– Rimuovere accuratamente il trucco prima di andare a letto utilizzando un sapone delicato o uno struccante senza conservanti a base di acido paraminobenzoico;

– Utilizzare un umidificatore a casa e, se possibile, sul posto di lavoro per ridurre la secchezza dell’aria;

– Fare delle pause, quando si utilizzano a lungo i videoterminali, aprendo e chiudendo gli occhi un po’ di volte per stimolare la lacrimazione;

– Curare l’alimentazione evitando i cibi che possono infiammare l’intestino ed alterarne il Microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi ‘buoni’ che sintetizzano vitamine ed ostacolano l’attacco dei patogeni;

– Bere molta acqua per mantenere il corpo e gli occhi ben idratati;

– Indossare occhiali da sole quando ci si trova all’aria aperta per proteggersi dalla luce e dal vento;

– Valutare sempre con il proprio medico di base gli effetti collaterali a cui si può incorrere quando si inizia una terapia.

 

About Barbara Mancosu

Studentessa in Beni Culturali e Spettacolo

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