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Clima, 2020 uno dei tre anni più caldi

L’Organizzazione Metereologica Mondiale ha pubblicato un nuovo rapporto riguardante il clima del nostro pianeta. L’OMM afferma non solo che il 2020 è rientrato nei tre anni più caldi della storia, ma anche che tutti gli indicatori vanno peggiorando.

Il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati e potrebbe addirittura superare il record stabilito nel 2016.   Il calore degli oceani è a livelli record e oltre l’80% dell’oceano globale ha subito un’ondata di caldo marino durante il 2020, con ripercussioni diffuse per gli ecosistemi marini che già soffrono a causa di acque più acide dovute all’assorbimento di anidride carbonica (Co2). Anche se il COVID-19 nel corso del 2020 ha rallentato le attività umane e ridotto le emissioni gas a effetto serra, non è stato sufficiente per la diminuzione del cambiamento climatico.

“State of the Global Climate 2020”

Infatti l’aumento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacci, le ondate di calore e gli eventi atmosferici estremi diventano sempre più preoccupanti. La temperatura media del pianeta nel 2020 è stata di 1,2°C superiore a quella rilevata in epoca preindustriale. Per questo gli scienziati dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO- World Meteorological Organization) hanno determinato che il 2020  sia stato uno degli anni più caldi della storia. Recentemente hanno pubblicato il nuovo rapporto “State of the Global Climate 2020 (WMO-No. 1264)”.

 Il segretario generale dell’Organizzazione, il professor Petteri Taalas, ha dichiarato che sono passati 28 anni da quando la WMO ha pubblicato il primo rapporto sul clima nel 1993. Nel rapporto si parlava delle preoccupazioni di quegli anni per i cambiamenti climatici previsti.  Inoltre, aggiunge che i principali indicatori climatici e le informazioni fornite in questo rapporto evidenziano un cambiamento climatico inarrestabile e continuo. Ci saranno un’intensificazione dei fenomeni estremi e gravi danni che colpiscono persone, società, economia e, soprattutto, la natura.   La tendenza negativa del clima continuerà ancora per i prossimi decenni, indipendentemente dal successo nella diminuzione della temperatura. Si rivela quindi fondamentale investire nell’adattamento, ovvero investire in servizi di allerta e reti di osservazione meteorologica. Alcuni Paesi meno sviluppati hanno infatti delle mancanze nei loro sistemi di osservazione e non sono provvisti di servizi climatici e idrici all’avanguardia.

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