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Da presidente e Giunta uno scippo ai Comuni e alle stesse imprese

Dal presidente della Regione e dalla sua Giunta arriva l’ennesima beffa alle imprese, alle attività, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle famiglie. In definitiva alle cittadine e dei cittadini sardi.

Non c’è nessuna copertura per tutte le graduatorie dei bandi. Non ci sono risorse per integrare quelle già stanziate e mai distribuite, non esistono integrazioni nei finanziamenti. Il bando Resisto è solo un esempio: la percentuale di chi beneficerà dei sostegni economici è ferma al 40 per cento delle istanze presentate. Il disegno di legge che arriverà martedì in Consiglio regionale è, al di là dei proclami, una semplice partita di giro. Si spostano risorse da un obiettivo per destinarli a un altro. Si sguarniscono i Comuni di risorse fondamentali, a iniziare da quelle per i cantieri Lavoras, indispensabili per combattere disoccupazione e spopolamento e attesi dalle comunità locali.

I cantieri Lavoras per aiutare

«Da consigliere regionale e prima ancora da sindaco», sottolinea Diego Loi, che in Consiglio è vicepresidente della commissione Enti Locali, «so bene cosa comporta questa scelta. Specialmente per i piccoli comuni che attendono queste risorse per sopperire alle ristrettezze di bilancio e per far fronte alle necessità dei tanti disoccupati che purtroppo affollano i nostri paesi. Con i cantieri Lavoras si ha possibilità di aiutare queste persone attraverso un vero lavoro che peraltro è utilissimo per le comunità. Si pensi solo alla cura del verde o alle piccole manutenzioni di cui si ha sempre bisogno. Mi chiedo a riguardo se sia stato chiesto un parere all’Anci e al Cal. O se, come al solito, questa maggioranza abbia agito in autonomia senza confrontarsi con i soggetti interessati».

«Spostando le risorse destinate ai cantieri occupazionali Lavoras non si fa altro che spostare il problema da un fronte ad un altro», ribadisce Gian Franco Satta, vice presidente della commissione Attività produttive. «Questa scelta inciderà soprattutto sui piccoli comuni. Qui il sistema imprenditoriale è più fragile e dove le opportunità lavorative sono sempre meno. Non è accettabile che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo si adottino provvedimenti che rischiano di innescare guerre tra lavoratori; disoccupati; imprese. In una fase così critica in cui occorre ogni sforzo per rafforzare ogni provvedimento in grado di fornire tutte le occasioni di sostegno economico ai cittadini»

Bloccare quella legge-vergogna

Insieme a quelli sottratti dal fondo competitività, sono 58 milioni spostati da una partita all’altra. Altri 15 vengono da fondi già destinati alle imprese: dicono di dare più risorse alle imprese, ma li recuperano proprio dalle imprese. Praticamente il gioco delle tre carte. Tutto mentre presidente, Giunta e maggioranza vanno avanti con la legge sui super-staff e sulle nuove poltrone agli amici, che costeranno a tutti i sardi 20 milioni di euro nei prossimi tre anni. Quello che serve è bloccare quella legge-vergogna e cercare in ogni piega del bilancio ogni singolo euro da poter destinare al sistema produttivo isolano. Senza bugie, per una volta: ne va della tenuta sociale della Sardegna. Il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale

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Barbara Mancosu
Studentessa in Beni Culturali e Spettacolo

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