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Ambiente: “Millennials e Gen Z guideranno la rivoluzione”

Queste sono le conclusioni dell’indagine commissionata da FlixBus all’istituto di ricerca Squadrati: “Millennials e Generazione Z guideranno la rivoluzione green della mobilità”. Un passo avanti per la salvaguardia dell’ambiente.

Esiste, infatti, una correlazione fra età anagrafica e approccio ecosostenibile alla mobilità. L’uso, combinato o meno, di mezzi di trasporto ecocompatibili è infatti diffuso soprattutto presso gli esponenti della Generazione Y (Millennials, nati dall’80 al ’95) e della Generazione Z (nati dal ’96). Essi appaiono quindi più consapevoli delle implicazioni che le proprie scelte hanno sull’ambiente. E’ la fotografia scattata dall’indagine ‘Il viaggiatore green‘, commissionato da FlixBus all’Istituto di ricerca Squadrati e somministrato a un campione di 850 italiani dichiaratamente ecologisti.

Lo scopo

Lo scopo della ricerca è indagare i comportamenti green degli italiani con specifico riferimento all’ambito della mobilità. Si parte così dall’individuazione di due categorie. Gli ambientalisti, identificati con quel 46% della popolazione che colloca il tema ecologico fra i primi cinque dell’agenda politico-sociale. E la sottocategoria dei viaggiatori green, caratterizzati da un approccio ecocompatibile al viaggio, pari al 15% della popolazione.

La visione di un sistema di mobilità integrata efficiente ed ecocompatibile, libero dall’uso del mezzo privato, guida da sempre il nostro operato in tutto il mondo“. Così osserva Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia. E continua: “In linea con questa visione, riteniamo che la prospettiva di un rilancio del turismo in ottica di sostenibilità, come auspicato dalle istituzioni, offra agli attori del trasporto un’occasione unica per unire le forze e imprimere una svolta alla mobilità in Italia. E per produrre un cambiamento decisivo nella direzione di una società più responsabile“.

I vincoli degli spostamenti green

Una prima considerazione rilevante: molti intervistati utilizzano l’auto privata per spostarsi, sia in città che fra una città e l’altra, per l’assenza di alternative. Infatti, secondo l’indagine, l’83% dichiara che rinuncerebbe all’uso del mezzo personale se potesse arrivare a destinazione con mezzi collettivi. Mentre il 53% sarebbe pronto a raggiungere la meta con più mezzi, ma meno inquinanti.

Inoltre, anche chi dichiara di avere a cuore l’ambiente vi presta meno attenzione in vacanza: il 44% degli intervistati indica come prioritari il contenimento dei costi; il 17% la brevità del viaggio; il 12% il numero ridotto di cambi. Solo per il 4% il contenimento delle emissioni è cruciale nella pianificazione del soggiorno.

L’esigenza di comodità in vacanza si riflette nelle preferenze accordate ai mezzi di trasporto. Infatti, l’auto è la soluzione preferita per le vacanze in Italia, e l’aereo per quelle all’estero. In sintesi, secondo lo studio, “le carenze infrastrutturali vincolano a scelte di viaggio meno ecologiche anche gli italiani più responsabili, che in vacanza diventano inoltre più esigenti a livello di comodità“.

La soluzione degli autobus per un’ambiente più green

Promuovere un approccio intermodale e responsabile al viaggio sempre e in ogni luogo: è questa, oggi, la sfida. Una sfida che gli operatori del settore sono chiamati ad accogliere nell’ottica di un suo rilancio“. Così afferma Incondi, e continua: “Promuovere la riscoperta del territorio puntando sempre più su mezzi collettivi e su itinerari meno conosciuti e su una destagionalizzazione dei flussi turistici. Ciò a beneficio sia dei visitatori che delle comunità locali: questa è la direzione da intraprendere. Per questo, ora, si valorizzino le infrastrutture pubbliche, rendendole sempre più attrattive per incentivare le opportunità di intermodalità anche in vacanza. Si pensi alle autostazioni che in molte città rappresentano il vero e proprio biglietto da visita per i turisti“.

Secondo lo studio, l’autobus patisce una maggiore diffidenza sul tema dell’inquinamento rispetto ad altri mezzi come il treno, ritenuto assai più sostenibile. Il 65% degli intervistati dichiara che userebbe gli autobus a lunga percorrenza ‘se non inquinassero’. E solo il 9% li userebbe per compiere un viaggio in modo green. Eppure, l’autobus può sostituire fino a 30 auto su strada, contribuendo significativamente a contenere il livello di CO2.

Il livello di sostenibilità aumenta nel caso di autobus alimentati con fonti di energia alternative. Tema caro a FlixBus, che ha sperimentato gli autobus elettrici e a energia solare e ha messo a progetto il lancio dei primi autobus a idrogeno. Inoltre, non vanno dimenticate le iniziative ad hoc, come l’accordo tra FlixBus e l’Ong Atmosfair. Tale accordo è attivo nella realizzazione di progetti di tutela dell’ambiente certificati Onu, grazie alla quale i passeggeri possono compensare le emissioni di CO2 prodotte in viaggio, azzerando in questo modo il proprio impatto.

La rivoluzione delle nuove generazioni

Se consideriamo l’evoluzione del settore negli ultimi anni, non possiamo non renderci conto che la vecchia idea dell’autobus come mezzo inquinante è superata. L’indagine sui nuovi viaggiatori green dimostra che esiste, in Italia, una comunità sempre più consapevole. I tempi sono maturi per una svolta decisiva. Saranno proprio le generazioni più giovani, in assoluto le più responsabili, a guidare questa rivoluzione, aggiunge Incondi.

L’autobus viene indicato nella ricerca di Squadrati come opzione di viaggio preferita da più di 1 Millennial su 5 (21%) e da quasi 1 Gen Z su 4 (23%), da sempre la fetta predominante del pubblico di FlixBus. I complici sono certamente i costi ridotti, ma anche una più spiccata consapevolezza dei benefici derivanti da un approccio intermodale al viaggio e dal rispetto per l’ambiente.

I Baby Boomers (54-64 anni) accordano, invece una netta preferenza all’auto privata (68%), confermando l’esistenza di un profondo divario generazionale nelle modalità con cui gli italiani che dichiarano un orientamento green si relazionano alla mobilità.

About Ilaria Atzei

Ilaria Atzei
Mi chiamo Ilaria e frequento l'ultimo anno della triennale di Beni Culturali e Spettacolo dell'Università di Cagliari.

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