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Clean Cities: consegnata la pagella della città di Cagliari

I dati della “Pagella della Città”: alto il tasso di motorizzazione, i costi sociali ed economici dell’inquinamento e l’offerta di mezzi pubblici. Buone l’implementazione di piste ciclabili e l’offerta di sharing mobility rispetto alle altre città insulari e del sud Italia.

Legambiente: “I dati evidenziano le criticità di una mobilità ancora incentrata sulle automobili. Serve un cambio di passo verso una mobilità a zero emissioni entro il 2030”.
Ferma a Cagliari, Clean Cities, nuova campagna itinerante di Legambiente con l’obiettivo di testare i capoluoghi italiani sui temi della mobilità e della transizione ecologica. Cagliari presenta una serie di criticità che ostacolano il passaggio verso una mobilità a zero emissioni. Risultano alti il tasso di motorizzazione e i costi sociali ed economici legati al suo inquinamento, non adatta l’offerta di mezzi pubblici. Interessanti, invece, la recente implementazione di piste ciclabili e l’offerta di sharing mobility rispetto alle altre città insulari e del sud Italia.
Questi i dati più rilevanti emersi dalla “Pagella della Città” redatta da Legambiente nell’ambito della campagna, e consegnata simbolicamente oggi al Comune di Cagliari.

La Pagella della città di Cagliari è una sintesi delle performance locali sui principali indicatori urbani relativi a ciclabilità, mobilità elettrica, sicurezza e inquinamento atmosferico. La presentazione della stessa è stata fatta durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente, Annalisa Colombu, Presidente di Legambiente Sardegna e Ahmed Naciri, Presidente di Legambiente Cagliari.

I dati di Legambiente fotografano una città che deve incrementare gli sforzi per ridurre il livello di inquinamento, per limitare gli spostamenti in auto e favorire un trasporto pubblico locale a zero emissioni.

Risultati della “Pagella della Città”

Sono alti i costi sanitari e sociali legati all’inquinamento della città (perdita di anni di vita, ricoveri ospedalieri, giornate di lavoro). I costi ammontano al 5,8% del PIL pro capite, come valutato da un recente studio europeo sull’inquinamento commissionato dall’EPHA a CE Delf. A questi, nel 2020, si sono aggiunti quelli catastrofici dell’epidemia Covid19. Risulta noto che l’inquinamento, come il Covid, è ragione di aumento delle co-morbilità e di accorciamento della durata della vita. La concentrazione di PM10 della città di Cagliari, con una media di 26 microgrammi/m^3, supera di poco il valore limite indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (20 μg/m^3). Il superamento è avenuto anche nel 2020, anno in cui gli spostamenti si sono ridotti.

Sono inoltre 688 le vittime sulle strade nel 2019, dovute all’incidentalità in ambiente urbano, circa 5 feriti ogni mille abitanti e 6 morti all’anno. Il tasso di motorizzazione automobilistica cittadina, con 65 auto su 100 abitanti, è vicino alla media nazionale (appena oltre 65), ma ancora troppo alto rispetto alle principali città europee.

Dati positivi arrivano dalla recente implementazione di piste ciclabili, che aggiungono 11 km negli ultimi mesi ai 24 km del 2019. Il centro storico sia tutto da considerarsi “zona 30 all’ora” e il passaggio dai 1,4 km^2 di zone 30 nel 2019 ai 6,2 km^2 nel 2020. Nonostante questo va rafforzato lo sforzo per limitare ulteriormente la velocità delle strade urbane.

Non sufficiente l’offerta del trasporto pubblico locale elettrico, che copre solo il 25% della città a fronte del 100% previsto dagli obiettivi 2030. Modesta l’offerta di servizi di sharing mobility, anche se migliore rispetto alle altre città insulari e delle regioni del sud Italia .

Migliorare per il futuro

“I cambiamenti climatici e gli effetti dell’inquinamento sulla salute impongono un cambio di passo verso una mobilità a zero emissioni entro il 2030. La pagella della città di Cagliari evidenzia le criticità di una mobilità ancora incentrata sulle automobili”, dichiara Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna. “Per cambiare la mobilità è necessario completare il PUMS e potenziare la rete ciclabile e favorire l’uso delle biciclette e della pedonalità. Inoltre sarebbe congeniale elettrificare l’intera flotta del trasporto pubblico locale, estendere le ’zone 30’ nei quartieri e realizzare parcheggi di scambio all’ingresso delle città”.

È evidente che l’offerta del trasporto pubblico locale unito allo sharing dei prossimi anni dovrà aumentare, soprattutto nelle periferie e nei comuni della città metropolitana. Il PUMS della Città di Cagliari, già elaborato, sembra fermo. Andrebbe aggiornato e dotato di chiari obiettivi di decarbonizzazione del trasporto e di una tempistica di attuazione vincolante. Il trasporto pubblico in futuro dovrà essere completamente elettrico, come promesso dal Comune di Cagliari, entro il 2035. Anche il traffico veicolare privato dovrà subire un forte rallentamento, ad esempio fermando subito la circolazione degli Euro4 diesel, e degli Euro5 entro il 2025.

“Cagliari deve rafforzare la sicurezza della mobilità stradale, per ridurre l’incidentalità e diminuire sensibilmente il numero generale degli incidenti con attenzione agli utenti deboli”, aggiunge Ahmed Naciri, Presidente di Legambiente Cagliari. “Bisogna prestare attenzione, ad esempio, alle zone di accesso alle scuole con misure di moderazione del traffico e delimitazione di zone a 30 Km/h, attenzionando le soste predisposte per gli studenti”.

About Barbara Mancosu

Studentessa in Beni Culturali e Spettacolo

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