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ricerca oncologica

Un’oncologia territoriale che risponda ai bisogni dei malati di cancro.

Il tema dell’oncologia territoriale è cresciuto molto negli ultimi mesi ed è all’ordine del giorno quando si parla del futuro dell’organizzazione dell’oncologia italiana. Oggi in Italia ci sono oltre 3.600.000 casi oncologici: pazienti in trattamento attivo, di persone guarite o in follow up.

 
Un mondo così ampio che manifesta bisogni molto articolati che vanno da bisogni di alta specializzazione (Molecular Tumor Board) a bisogni di bassa intensità assistenziale e addirittura bisogni più sociali che sanitari, che chiedono una risposta puntuale dal territorio.
La stessa pandemia ha mostrato questa necessità che oggi è sempre più impellente. Alcune cure possono essere fornite dal territorio, rappresentando un punto riferimento strategico per il paziente oncologico, come lo è attualmente l’ospedale. In questa ottica diventa centrale ridisegnare la presa in carico del paziente oncologico a partire da una più forte integrazione tra strutture ospedaliere e strutture territoriali.

Per fare il punto sul tema, Motore Sanità ha creato ‘ONCOnnection’, serie di webinar incentrati sul mondo dell’oncologia, che hanno preso il via con ‘L’ONCOLOGIA TERRITORIALE TRA NUOVE TECNOLOGIE E NUOVI SCENARI ASSISTENZIALI’. Tutto ciò è possibile grazie al contributo incondizionato di Pfizer, Amgen, Boston Scientific, Nestlé Health Science, Takeda, Kite a Gilead Company e Kyowa Kirin

Toscana in prima linea

In Regione Toscana la delibera che avvia la sperimentazione dell’oncologia territoriale è una prima risposta.

“Partiranno 3 studi di fattibilità, che verranno fatti su tre Studi Associati di Medicina Generale (AFT).” – ha spiegato Gianni Amunni, Associazione Periplo, Responsabile Rete Oncologica Toscana e Direttore Generale ISPRO, Regione Toscana. – “La rete oncologica regionale assumerà un oncologo e un infermiere da collocare in ciascuna AFT. In maniera metodologicamente molto precisa verrà fatto un vero e proprio studio di fattibilità cercando di monitorare che tipo di vantaggi produrrà tale delocalizzazione.

L’obiettivo è quello di dare, alla fine dell’anno di sperimentazione, le indicazioni precise in termini di modificazioni organizzative e di gradimento da parte del paziente. Ormai c’è bisogno di individuare sul territorio anche dei punti di riferimento per il paziente oncologico. Bisogna incominciare a prevedere competenze specialistiche oncologiche territoriali che lavorano in stretta collaborazione con il MMG e l’oncologo ospedaliero. Si dovrebbero utilizzare una serie di opportunità territoriali, in termini di setting assistenziali, fino ad oggi inibiti al paziente. Dobbiamo incominciare a pensare di riscrivere i nostri PDTA con una opportunità di setting assistenziali maggiori rispetto a quelle attuali”.

Un’operazione di questo genere ha necessità di creare una infrastruttura telematica ad hoc.

Esperienze di oncologia territoriale

PALERMO

Altre esperienze di oncologia territoriale sono presenti da molto tempo per esempio presso l’azienda provinciale di Palermo. Essa vede la forte collaborazione degli oncologi territoriali che si sono messi a disposizione per questa nuova sfida.

“Questa azienda ha oncologi territoriali strutturati da anni e grazie a questa realtà ci potrebbe essere un grande vantaggio anche per altre Asl provinciali della nostra regione.” – ha spiegato Livio Blasi, Presidente CIPOMO.

“L’esigenza dell’oncologia territoriale è forte. Il Covid ha accelerato processi che vanno presi in considerazione e devono essere portati avanti da nord a sud. In tutto questo l’innovazione tecnologica ci può dare un grande aiuto per realizzare il processo di integrazione tra ospedale e territorio in campo oncologico. Possiamo pensare ad una unica piattaforma e che sia condivisa. Risulata chiara la necessità di lavorare insieme per garantire una buona governance anche in questo campo, Il progetto di integrazione deve essere fatto attorno ad un tavolo, tutti insieme”.

BRINDISI

Una oncologia territoriale può mostrare però delle complessità, secondo Saverio Cinieri, Director Medical Oncology Division & Breast Unit ASL Brindisi e Presidente Eletto AIOM.

“Vedo sul territorio follow up, diagnostica, approcci, gestione degli effetti collaterali delle terapie, non la possibilità di dare approcci terapeutici innovativi in ambiente territoriali anche per la complicanza burocratica che esiste. Ci sono molte esperienze in corso e vedremo quali saranno i risultati. Al momento però vedo complicato gestire terapie complesse sul territorio ma stiamo imparando anche dagli insegnamenti che ci sta dando la pandemia. Sono convinto, infine, che alcune problematiche che interessano l’oncologia nazionale, dalla comunicazione oncologica con il paziente, all’organizzazione in senso stretto, potranno essere affrontate se uniformiamo il sistema sanitario nazionale”.

Motore Sanità si propone di contribuire al progresso della ricerca scientifica e delle conoscenze scientifiche sia in Italia che all’estero nel campo sanitario e sociale attraverso:
1.informazione, formazione e sensibilizzazione
2. organizzazione di convegni, congressi, workshop e seminari
3. attività di aggiornamento, educazione e pubblicazioni

About Barbara Mancosu

Studentessa in Beni Culturali e Spettacolo

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