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La Costa Smeralda osservata per gli arrivi da zone rosse

Con oltre duemila seconde case sparse nel vasto territorio di Arzachena, il Comune della Costa Smeralda è in allarme per il possibile arrivo in massa di turisti dalle zone rosse.

Con oltre duemila seconde case sparse nel territorio di Arzachena, il Comune della Costa Smeralda è in allarme per il possibile arrivo in massa di turisti dalle zone rosse. I borghi per cui si teme l’assalto sono quelli di Cannigione, Baja Sardinia, Porto Cervo, Liscia di Vacca.

Sindaco di Arzachena

A farsi portavoce dei timori degli amministratori locali è proprio il sindaco di Arzachena Roberto Ragnadda. “In questo momento delicato – spiega – la rete dei controlli agli ingressi dai maggiori scali dell’Isola deve essere infallibile, perché il rischio è altissimo e dobbiamo difendere con tutte le nostre forze la zona bianca”.    

“A chi ama la Sardegna e l’ha scelta come seconda casa chiedo un forte senso di responsabilità. Arzachena e l’intera Isola sono terra di accoglienza e di turismo. Sarebbe ingiusto – sottolinea il primo cittadino – condannare chi decide di spostarsi in questi giorni dalle zone rosse per occupare le seconde case nelle località turistiche. In questo momento delicato, però, la rete dei controlli agli ingressi dai maggiori scali dell’Isola deve essere infallibile, perché il rischio è altissimo e dobbiamo difendere con tutte le nostre forze la zona bianca”.

Turismo e salute pubblica

“I sindaci – osserva ancora Ragnedda – hanno risorse umane scarse per controllare a tappeto i territori e non siamo immuni dal Covid-19. Bastano pochi errori per far salire i contagi. Turismo e salute pubblica possono andare di pari passo. Per questo chiedo a residenti e ospiti di utilizzare i dispositivi di sicurezza, di rispettare il distanziamento nei locali pubblici e all’aperto, di evitare gli assembramenti”.

SINDACO ALGHERO, “MI FIDO DI SOLINAS” 

Per evitare l’assalto incontrollato delle seconde case da parte dei residenti in zone rosse, il sindaco di Alghero, confida nelle verifiche in arrivo predisposte dalla Regione Sardegna.

“Controllare dal punto di vista sanitario chi entra in Sardegna è a questo punto sempre più necessario. Controlli – precisa – che devono accertare i motivi dello spostamento e gli aspetti sanitari con certificato di vaccinazione o di tampone, o ancora con tampone effettuato in porto o aeroporto”.

Da parte del Comune nessuna iniziativa fuori dagli schemi. “Mi sembra difficile – spiega Conoci – che un sindaco possa impedire la libertà individuale di movimento dei cittadini modificando le regole previste dal Governo. È giusto e necessario difendere la Sardegna con regole condivise fra Governo e Regione, noi facciamo e faremo la nostra parte”.

SINDACO OLBIA, “SI’ A TURISTI COVID FREE” 

Nessuna paura di un eventuale ‘assalto’ alla seconde case: a Olbia il sindaco Settimo Nizzi apre le porte della città ai proprietari di abitazioni non residenti in Sardegna.

“Siamo ben felici che vangano da noi, anche dalle zone rosse, purché si seguano tutte le norme. Li accoglieremo a braccia aperte se saranno vaccinati, se avranno effettuato il test 48 prima di arrivare in Sardegna o se lo faranno qui nell’Isola. Ripeto, siamo felici di accogliere persone sane e che, sono sicuro, rispetteranno le regole per il contenimento della diffusione del virus. Speriamo che arrivi tanta gente”.

SINDACAO CARLOFORTE, “PRONTI PER LA RIPARTENZA”

“Carloforte è pronta ad accogliere i turisti per Pasqua nel rispetto delle prscirizioni anti Covid, compresi gli arrivi nelle seconde case, circa 5.000 sull’isola”.

Lo dice all’ANSA il sindaco Tore Puggioni che auspica un recupero della stagione turistica dopo il crollo dello scorso anno causato dal Coronavirus.

“Le premesse per una estate Covid free e sicura ci sono tutte. Le prenotazioni stanno arrivando e sono tante già per i prossimi giorni di Pasqua”, annuncia. Per il primo cittadino la situazione sull’isola a sud ovest della Sardegna è sotto controllo. “I casi di Covid sono esigui, ed è partita la campagna vaccinale – spiega – chi arriva da noi si è già sottoposto a tutti i controlli tra porti e aeroporti. Nei viaggiatori poi c’è sempre maggiore consapevolezza. Carloforte vive di turismo, non vediamo l’ora di riaccogliere chi sceglie la nostra bellissima isola per le vacanze”.

PRESSING SU SOLINAS

Trasferimenti dalle zone rosse nelle seconde case in Sardegna per Pasqua? La Regione, non ha ancora preso una decisione. La maggioranza di centrodestra non si pronuncia, in attesa che a farlo sia il governatore Christian Solinas. Solo Fratelli d’Italia, che a Roma però rappresenta la minoranza di Governo, prende posizione.

“E’ davvero cambiato poco da Conte a Draghi – attacca il capogruppo in Consiglio regionale Francesco Mura – adesso che la situazione è diventata più grave si consentono i trasferimenti dalle zone rosse alle zone bianche. In questo modo anche il governo Draghi dimostra di non avere rispetto per la Sardegna”.

In linea di massima è sbagliato permettere gli spostamenti dalle zone rosse anche per l’opposizione di centrosinistra. Di sicuro, sostiene il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, “sarebbe necessario organizzare meglio i controlli agli arrivi: a Pasqua ci aspettiamo anche il ritorno degli emigrati e quando il numero dei passeggeri in entrata aumenterà, il sistema di controlli rischia di andare in tilt”.

 

Movimento 5 stelle

Più netto il M5s che ritiene “inaccettabile abbassare la guardia” e lancia un appello: “Solinas abbia un sussulto e, come fatto dal presidente della Valle d’Aosta, provveda a emanare un’ordinanza che ci protegga da questa annunciata invasione”.

Secondo i consiglieri Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Desirè Manca, Alessandro Solinas “è necessario ricordare quanto accaduto lo scorso anno ed evitarlo ad ogni costo. Invece sta purtroppo accadendo che le maglie dei controlli si siano già allentate, soprattutto nei porti, in cui decine di passeggeri sarebbero già sbarcati senza essere stati controllati. Un fatto gravissimo. Soltanto attraverso le vaccinazioni e rigidi controlli agli arrivi si potrà difendere la salute dei sardi e a preservare la nostra zona bianca. Occorrono maggiori controlli, rigorosi e frequenti”.

Ora, per restare in zona bianca bisogna non superare gli 815 contagi in una settimana. 

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About Paola Usai

Paola Usai
Studio Beni Culturali all'Università di Cagliari. Sono sarda, ma attualmente vivo a Bolzano dove lavoro come au pair.

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