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Il 13% popolazione ha subìto i furti dei dati sanitari

 La pandemia ha indebolito il settore sanitario, provocando un incremento dei furti di cartelle sanitarie e dei danni contro le strutture ospedaliere. 

 La pandemia ha indebolito il settore sanitario, provocando un aumento dei furti di cartelle sanitarie e danni contro le strutture ospedaliere.  Secondo quanto riferito dall’azienda specializzata, il 20% degli attacchi ha riguardato le aziende sanitarie.   

Da novembre c’è stato un aumento del 45% degli attacchi contro gli ospedali, il doppio di quelli avvenuti in tutti gli altri settori . Le aree con le percentuali di incremento più elevate sono state in Europa centrale , in Asia Orientale ed America Latina.

Gli hacker del settore sanitario

Gli hacker più motivati prendono il controllo anche degli apparati ospedalieri. Le conseguenze delle azioni sono pesanti per la salute dei cittadini. Le conseguenze sono il danneggiamento di macchinari e dispositivi informatici.

Inoltre tra le conseguenze c’e’ l’impiego di protocolli diagnostici errati e consegna di un esame non attendibile al paziente.

C’è stato un aumento del 3,6% di incidenti mortali per eventi cardiaci, negli ospedali che hanno subito, recentemente, un attacco informatico. 

Gli hacker, durante la pandemia, hanno attaccato questi ospedali sfruttando due metodologie.Le e-mail con allegati creati per trarre in inganno l’utente e campagne di password  per accedere ai sistemi e portare a termine operazioni di spionaggio. 

Il furto di informazioni sensibili a discapito delle aziende sanitarie, incentiva nuovi tentativi di furti online. Truffare i pazienti o i parenti potrebbe essere più facile avendo a disposizione le informazioni sanitarie delle persone. 

Ecco perchè i dati sanitari possono valere anche più delle informazioni relative alle carte di credito. 

Come precisato dagli esperti di Helpransomware: “Il prezzo attuale di una singola cartella contenente i dati identificativi degli individui, con nomi, codici della previdenza sociale, date di nascita e numeri di conto corrente, varia da 14 a oltre 25 euro cadauno”.

Inoltre, i pirati informatici prendono di mira le aziende sanitarie perché, in questa fase, pagano più facilmente di altre organizzazioni il riscatto: dovendo gestire una situazione emergenziale, gli ospedali, spesso, preferiscono sborsare migliaia di euro pur di recuperare i dati sensibili. 

Nonostante le problematiche legate alla gestione della pandemia, è preferibile non cedere alle proposte dei criminali informatici: ed utilizzare semmai in questi casi specifiche soluzioni che aiutano ad eliminare, in brevissimo tempo i file criptati. 

About Paola Usai

Studio Beni Culturali all'Università di Cagliari. Sono sarda, ma attualmente vivo a Bolzano dove lavoro come au pair.

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