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Covid: allarme pollini

Potrebbero essere un fattore modulante per la progressione dell’infezione, ma non ci sono prove che siano essi stessi portatori di particelle di virus

L’aumento del polline

L’aumentata concentrazione di polline dell’aria, a primavera, può influire sulla pandemia di Coronavirus? Secondo una ricerca, la risposta è sì. È stato un gruppo di studiosi dell’Università di Monaco, in Germania, ad arrivare a questa conclusione. A coordinare il team, Stefanie Gilles, responsabile del settore di ricerca in Immunologia ambientale.

Il polline e la pandemia

Per la prima volta al mondo, ci si è chiesti se il polline, nella sua qualità di fattore ambientale, possa avere un qualche ascendente sull’andamento della pandemia. Nei risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Pnas, si legge che questa influenza esiste nella misura in cui il polline indebolisce le difese immunitarie, rendendo le persone più esposte ai virus. Sars-CoV2 compreso.

Cosa succede praticamente?

Le difese dai virus si attivano non appena le cellule infette penetrano nell’organismo, inviando proteine in funzione di campanelli d’allarme, chiamate interferoni. Inalare i pollini, presenti in maggior concentrazione nell’aria a primavera, può comportare una minore attivazione degli interferoni e, quindi, un sistema immunitario meno pronto al contrattacco.

Gli scienziati

La constatazione degli scienziati è sorretta da calcoli ed esperimenti pratici. Il team di ricercatori ha passato al setaccio i dati sulle condizioni meteo, le concentrazioni di polline e i contagi giornalieri da Coronavirus in 31 Stati del mondo. Si è prestata particolare attenzione al crescere delle infezioni proporzionalmente all’aumento delle concentrazioni di polline.

L’articolo su online Wired

Come riporta un articolo pubblicato oggi sul quotidiano online Wired, lo studio ha dimostrato come il polline «può rappresentare, in media, il 44% della variabilità dei tassi di nuove infezioni, spesso insieme ad altri fattori ambientali, come l’umidità e la temperatura».

Le infezioni sono cresciute

Gli studiosi si sono accorti che i casi di Covid-19 aumentavano in media circa quattro giorni dopo un documentato incremento delle concentrazioni di polline nell’aria. Si calcola che, per ogni aumento di 100 grani di polline al metro cubo d’aria, le infezioni siano cresciute del 4% circa, questo in assenza di restrizioni.

Una manovra di contrasto

Invece, in quei Paesi in cui era aumentata la concentrazione di polline, ma diminuiti gli spostamenti delle persone, per effetto di lockdown o misure restrittive, l’incremento dei casi è stato pari al 2%. Dunque, c’è stato comunque un aumento, ma dimezzato laddove i divietierano rimasti in vigore. Il che potrebbe suggerire una manovra di contrasto: uscire di casa il meno possibile nei giorni di maggior concentrazione di polline nell’aria.

Il tasso di infezioni

Il tasso di nuove infezioni, in alcuni casi, è salito vertiginosamente, sempre a causa di questo fattore ambientale. Ad esempio, in alcune città tedesche è stato notato un aumento pari al 20% in presenza di concentrazioni fino a 500 granuli di polline per metro cubo al giorno.

Athanasios Damialis

Secondo Athanasios Damialis, co-autore dello studio, questo dimostra che «quando si studia la diffusione del Coronavirus, bisogna tenere conto di fattori ambientali come il polline» e che «una maggiore consapevolezza di questi effetti è un passo importante per prevenire e mitigare l’impatto del Covid-19». Il polline ha l’effetto di abbassare le difese immunitarie non solo dei soggetti allergici, ma anche in coloro che non hanno di questi problemi. Ecco perché è minaccioso: perché rende più indifesi nei confronti del Covid e anche di altri virus come, banalmente, quello del raffreddore.

 

About Maria Francesca Canu

Mi chiamo Maria Francesca Canu, ho vent'anni e frequento il terzo anno del corso di scienze della comunicazione a Cagliari Sono nata Nuoro, ma vivo a Cagliari, una città che amo. Mi piace leggere e adoro le materie umanistiche, amo viaggiare. Nel tempo libero mi dedico all'equitazione, una passione nata fin da piccola. Il mio moto è "tu sei il tuo unico limite"

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