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Dazio CO2, la risoluzione del Parlamento europeo

Secondo i deputati, per aumentare l’ambizione climatica globale e prevenire delocalizzazione delle imprese, l’UE deve applicare un dazio su alcune importazioni da paesi meno ambiziosi.

Il Parlamento ha adottato mercoledì una risoluzione che propone l’introduzione di un Meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera (CBAM) compatibile con l’OMC. Nella risoluzione si sottolinea che la maggiore ambizione dell’UE sul cambiamento climatico non deve portare alla fuga all’estero delle imprese comunitarie. Difatti, gli sforzi globali per il clima non ne beneficerebbero, qualora la produzione dell’UE venisse semplicemente spostata in paesi terzi che hanno regole meno ambiziose sulle emissioni.

Il testo è stato approvato con 444 voti favorevoli, 70 contrari e 181 astensioni.

I deputati hanno proposto di applicare un prezzo sulle emissioni di CO2, se provengono da paesi con standard climatici meno ambiziosi. Ciò creerebbe una parità di condizioni a livello globale, nonché un incentivo per le industrie europee e non europee a decarbonizzarsi, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Il dazio sulle importazioni dovrebbe essere compatibile con l’OMC e non essere usato impropriamente come strumento per rafforzare il protezionismo. Deve quindi essere progettato specificamente per soddisfare gli obiettivi climatici. Le entrate generate dovrebbero, propongono i deputati, essere utilizzate come parte delle risorse proprie per aumentare il sostegno agli obiettivi del Green Deal nel bilancio UE.

Il nuovo meccanismo dovrebbe essere parte di una più ampia strategia industriale UE che copra tutte le importazioni di prodotti e materie prime previste dall’ETS

Il nuovo meccanismo dovrebbe essere parte di una più ampia strategia industriale UE che copra tutte le importazioni di prodotti e materie prime previste dall’ETS. In una fase iniziale, già entro il 2023, si dovrebbero coprire il settore energetico e i settori industriali ad alta intensità energetica, come il cemento; l’acciaio e l’alluminio la raffinazione del petrolio, la carta, il vetro; i prodotti chimici e i fertilizzanti, che continuano a beneficiare di consistenti quote gratuite e rappresentano tutt’ora il 94% delle emissioni industriali nell’UE.

Fissare il dazio del CBAM allo stesso valore delle quote UE nell’ambito dell’ETS è una strategia che funzionerà meglio rispetto alle misure attuali; misure che danno quote di CO2 gratuite a determinati settori per combattere la delocalizzazione delle emissioni di carbonio, affermano sempre i deputati.

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