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Giuseppe Aloe: il libro e un notevole successo

Premio Strega 2021: “Lettere alla moglie di Hagenbach”, di Giuseppe Aloe, diventa una sfida nazionale

Il libro

Il libro che ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico aggiudicandosi diversi riconoscimenti tra cui il Premio Rhegium Julii 2020 è stato definito da Calabrò “un noir psicologico, un romanzo all’inseguimento del sé, scritto con un linguaggio con tensione poetica”.

La prosa dell’autore

La prosa di Aloe è caratterizzata da un suono e un ritmo inconfondibili, che appartengono solo ai veri classici: “Era così nascosto, Hagenbach nella sua scrittura, così lontano da quello che stavi leggendo, che, naturalmente, iniziavi a pensare che dietro a quei racconti, in effetti non ci fosse nessuno. Che si fossero composti, come dire, da soli. Era remoto, ma nel contempo, in determinate circostanze, ecco che appariva. Faceva segno. Specialmente quando la vicenda diventava più tenebrosa. Arrivava l’autore, si materializzava sulla pagina. Come un’esplosione nel cuore di una città”. 

Tra la normalità e la follia

All’incrocio tra realtà, illuminazione e delirio, Aloe continua ad indagare a fondo la condizione umana, e il labile confine tra normalità e follia. “Lettere alla moglie di Hagenbach”, suo sesto romanzo, prosegue nella scia dei precedenti tra i quali, il più noto, “La logica del desiderio”, finalista al Premio Strega 2012. 

Il professore

Al professor Flesherman, criminologo di fama internazionale, viene diagnosticata una forma incipiente di demenza senile che, secondo gli esperti, sfocerà progressivamente nel morbo di Alzheimer. A Berlino, dove si reca su invito di un collega dopo il ritrovamento di un cadavere che potrebbe essere quello di Rosa Luxemburg, apprende la notizia della scomparsa del noto scrittore Hagenbach. 

Le tracce di Hagenbach

Cercare Hagenbach, allora, diventa una necessità improrogabile. Le lettere che questi scrive alla moglie Dora, affetta da Alzheimer in stato ultimativo, gli sembrano pensate e scritte anche per lui. Da qui l’ossessione di mettersi sulle tracce di Hagenbach, come per tentare di trattenere i pezzi di quel mondo che lui sente precipitare. 

La perdita di se stessi

Tra rimandi biografici, immagini potenti e metafore letterarie, Aloe affronta il tema della progressiva perdita di se stessi, creando un intreccio ben congegnato di elementi strutturali e stilistici che attingono alla tradizione mitteleuropea e approdano – tra i lividi bagliori del Baltico e gli accecanti riverberi del Mediterraneo – a una vera e propria detective story.

Il distacco dalla realtà

In un crescendo di visioni e di distacchi dalla realtà, dovuti al peggioramento del suo stato, Flesherman traccia il senso di straniamento e di dissociazione della propria esistenza, nella consapevolezza che la vita è un viaggio che va comunque affrontato, anche quando conduce verso l’ignoto. 

La ricerca di Flesherman

La ricerca di Flesherman è quella di una possibile via quando quella già indicata sembra svanire giorno dopo giorno, un cammino verso i limiti della nostra coscienza che appaiono come una terra nuova, in cui i punti di riferimento si confondono, apparendo ed eclissandosi come in un gioco beffardo. 

Un romanzo unico

Con “Lettere alla moglie di Hagenbach” Giuseppe Aloe affida al mistero della parola il compito arduo, e forse velleitario, di condurre alla salvezza. Un romanzo che non smetterà, così facilmente, di farsi leggere..

About Maria Francesca Canu

Mi chiamo Maria Francesca Canu, ho vent'anni e frequento il terzo anno del corso di scienze della comunicazione a Cagliari Sono nata Nuoro, ma vivo a Cagliari, una città che amo. Mi piace leggere e adoro le materie umanistiche, amo viaggiare. Nel tempo libero mi dedico all'equitazione, una passione nata fin da piccola. Il mio moto è "tu sei il tuo unico limite"

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