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Sa Panada di Cuglieri entra in Elenco prodotti tradizionali

Sa Panada di Cuglieri diventa prodotto Pat. Uno dei piatti simbolo della cucina del piccolo Comune del Montiferru entra a far parte dell’Elenco nazionale dei prodotti tradizionali.

Uno scrigno di pasta violada (semola rimacinata), ripiena di carne di maiale e vitella, lardo fresco, carciofi, fave, piselli, olive snocciolate, pomodoro secco, aglio, prezzemolo, zafferano, noce moscata, e vino bianco. Una morbida e croccante pentola di pasta tappata con un coperchio sempre di pasta e al suo interno “su papu”, il ripieno.

Una morbida e croccante pentola di pasta tappata con un coperchio sempre di pasta e al suo interno “su papu”, il ripieno.

A renderla unica è anche “sa cosidura”, la cucitura ornamentale a coroncina fatta a mano. Assemini e Oschiri avevano già ottenuto il riconoscimento ministeriale che attesta qualità e origine del prodotto tipico; ne riconosce la storicità e tutela la ricetta originale. L’iter verso la certificazione della Panada di Cuglieri è stato portato avanti grazie all’attività delle “Le dolci note” di Sonia Angotzi; che inoltre ha presentato la domanda in collaborazione con altre associazioni: “Sa Mata, l’albero delle idee” e l’Agenzia regionale Laore.

“Scommettiamo su sa panada cuglieritana non solo come simbolo identitario e culturale ma anche come reale opportunità economica”, spiega Sonia Angotzi. Soddisfazione del sindaco Gianni Panichi e dell’assessora alla Cultura Maria Franca Curcu: “Per il nostro paese e per la nostra comunità è un grande passo avanti verso il marchio Igp per Sa Panada di Cuglieri”.

L’antropologa asseminese Veronica Matta, che ha curato la scheda storica e antropologica, guarda al riconoscimento come “a una importante tappa per un più ambizioso progetto, un sogno nel cassetto, l’unione delle comunità di Assemini, Oschiri e Cuglieri verso il marchio Igp sotto il nome di “Panada di Sardegna”. Prezioso è stato il contributo di Rita Fenu, ex presidente dell’associazione Gurulis Nova. Dopo aver organizzato per anni la sagra, ha raccolto le testimonianze delle esperte ultranovantenni, custodi dell’antica arte de Sa Panada. Questi documenti sonori e audiovisivi sono riconosciuti come fonti e considerati beni culturali da tutelare e valorizzare.

Maggiori informazioni, e il link per seguire i lavori, sono disponibili sul sito dell’Ateneo www.unica.it

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