Janas
093437488 cd167e07 017d 4fb3 82fc 60b33d277377
093437488 cd167e07 017d 4fb3 82fc 60b33d277377

Gender gap: così la pandemia ha penalizzato le scienziate

Tre scienziate hanno analizzato la produzione scientifica della comunità astronomica italiana durante i primi sei mesi del 2020. Il risultato è pubblicato su Nature Astronomy

Ridotte le pubblicazioni delle scienziate con una prima autrice donna, mentre quelle guidate da uomini sono addirittura in leggero aumento. “E’ lo specchio dello sbilanciamento della distribuzione dei carichi di lavoro familiare tra i generi nel paese”.

Chi pensa che la magia non abbia proprio nulla a che fare con la scienza non ha la più pallida idea a quali giochi di prestigio sono state costrette a ricorrere moltissime scienziate in quest’ultimo anno. Da quando è iniziata la pandemia Covid, per le ricercatrici è stato complicatissimo riuscire a gestire contemporaneamente più fronti. Lavoro, figli, casa, genitori malati e così via. Immaginate una donna, ricercatrice che tenta di concentrarsi a fare intricati calcoli al pc; mentre suo figlio di tre anni le gira intorno alla scrivania urlando e giocando a fare l’indiano.

Oppure a tutte quelle scienziate che, in vista di una scadenza per la presentazione di un paper, dovevano anche aiutare i propri figli adolescenti con la didattica a distanza. Insomma, un incubo. Perché la bacchetta magica non esiste e il conto che alla fine hanno dovuto pagare molte scienziate è stato piuttosto alto. Basta dare un’occhiata agli studi pubblicati in questi ultimi mesi per rendersi conto che la presenza femminile sulle riviste è stata davvero molto scarsa. Nessuna o poche pubblicazioni possono pesare molto sulla carriera di uno scienziato.

La ricerca di Inno, Rotundi e Piccialli

Tra i primi a rendersi conto che l’attività di ricerca di moltissime donne ha subito un ingiusto calo sono state proprio tre donne. Laura Inno, ricercatrice postdoc presso l’Università Parthenope di Napoli e associata Inaf; Alessandra Rotundi, professore ordinario alla stessa università e associata Inaf; Arianna Piccialli, ricercatrice presso il Royal Belgian Institute for Space Aeronomy di Bruxelles. Le studiose hanno analizzato la produzione scientifica della comunità astronomica italiana durante i primi sei mesi del 2020 alla ricerca di eventuali tracce della divisione diseguale del lavoro domestico tra i due generi, esacerbata nel periodo tra marzo e giugno dalla chiusura delle scuole e dall’assenza di servizi assistenziali compensativi.

Il risultato, pubblicato in una lettera alla comunità internazionale sulla rivista Nature Astronomy, è drammaticamente cristallino: a fronte di un leggero calo complessivo dei paper pubblicati come preprint sulla piattaforma Arxiv (il principale repository pubblico di articoli scientifici) rispetto alla media degli ultimi tre anni, risultano significativamente meno le pubblicazioni con una prima autrice donna, mentre quelle guidate da uomini sono addirittura in leggero aumento sulla media degli anni precedenti. “Sicuramente stavamo vivendo una situazione particolare: il nostro lavoro – che si basa su collaborazioni, incontri e congressi – è completamente cambiato in questo periodo, quindi nel nostro piccolo abbiamo sofferto”, racconta Inno.

About Giulia D'Agostino

Giulia D'Agostino
Amante dei libri e delle serie tv. Appassionata di arte. Cresciuta a pane e Fabrizio de Andrè.

Controlla anche

Le imprese agricole a disposizione per le attività di vaccinazione

Il Governo promuove un protocollo per le attività di vaccinazione nelle aziende agricole. La Confederazione …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *