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Malattie rare: nuovo anticorpo efficace su gastrite e duodenite eosinofile

Importanti risultati nei test di somministrazione di un nuovo anticorpo monoclonale che combatte delle patologie ad oggi incurabili.

Si chiama AK002 (lirentelimab) il nuovo anticorpo monoclonale che può rivelarsi utile per la gastrite e la duodenite eosinofile. Si tratta di due condizioni cliniche rare ma sempre più di frequente riscontro.

A rivelarlo uno studio multicentrico americano guidato dal ricercatore Evan S. Dellon, professore della divisione di gastroenterologia ed epatologia della Scuola di Medicina dell’Università della Carolina del Nord pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Che cosa sono la gastrite e la duodenite eosinofile

Gastrite e duodenite eosinofile sono malattie rare, gastrointestinali e benigne caratterizzate dalla presenza di sintomi gastrointestinali non specifici. I pazienti affetti da queste malattie presentano dei livelli troppo elevati di eosinofili e mastociti, cellule che servono il sistema immunitario, e sono presenti anche a livello della parete gastrica e duodenale.

Si tratta di condizioni molto spesso sotto diagnosticate ma che non andrebbero assolutamente sottovalutate. I sintomi della gastrite e della duodenite eosinofile possono essere la nausea, dolori addominali di tipo cronico, gonfiore addominale, vomito, diarrea e perdita di appetito.

A causa della loro rarità esse sono difficili da diagnosticare e prive di terapie specifiche. I malati convivono con la sofferenza della patologia, con l’incertezza dovuta a terapie non risolutive, con la frustrazione nel dover constatare che spesso tutti i sacrifici, attuati per testare i tentativi delle procedure cliniche, non portano ai risultati sperati.

I dettagli dello studio

anticorpo monoclonale gastrite eosinofila

Lo studio ha raggiunto la fase II e mostra che un nuovo anticorpo monoclonale può causare la riduzione del numero e dell’attività di eosinofili e mastociti. Queste cellule sono i principali mediatori delle manifestazioni cliniche e delle complicanze legate a queste patologie.

Dei 65 pazienti randomizzati, 43 hanno ricevuto AK002 e 22 hanno assunto placebo. Il farmaco, in particolare, ha permesso di ottenere una riduzione media della conta degli eosinofili gastrointestinali del’86%, rispetto al 9% registrato nel gruppo placebo.

Inoltre, una risposta clinica si è verificata nel 63% dei pazienti che hanno ricevuto AK002 e nel 5% dei pazienti che hanno ricevuto il placebo. In sostanza i pazienti non solo hanno avuto riduzioni importanti nella conta degli eosinofili nei tessuti, ma hanno anche avuto un sostanziale miglioramento dei sintomi rispetto al placebo.

Una grande scoperta nel campo delle patologie gastrointestinali eosinofile, finora non curabili a tutto danno dei pazienti.

Il commento del Sige

“Attualmente non esistono cure per questi disturbi, se non il cortisone, da assumersi qualora la sintomatologia abbia un carattere di severità tale da richiederla”. Lo spiega Edoardo Savarino, membro del Comitato Direttivo della Società italiana di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) e professore associato dell’università di Padova.

“Ricordo infatti che il cortisone è sicuramente un farmaco efficace, ma se assunto in cronico o per lungo termine è responsabile di rilevanti effetti collaterali che possono anche compromettere l’aspettativa di vita, oltre alla sua qualità. Altre strategie terapeutiche includono l’utilizzo di farmaci biologici (vedolizumab), anti-asmatici (anti-leucotrienici), immunosoppressori (Azatioprina), e diete varie la cui efficacia è variabile e scarsamente supportata dalla letteratura scientifica”.

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About Fabio Allegra

Studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Cagliari. Non apprezzo il maestrale.

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