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In Sardegna fondi insufficienti per le comunità che ospitano minori

In Sardegna fondi insufficienti per le comunità che ospitano minori, necessario rivedere il sistema tariffario regionale

La pandemia in corso ha causato un aggravio economico importante per le strutture e le comunità che ospitano i minori; inoltre il sistema tariffario regionale non è sufficiente a reintegrare i loro sforzi. Inoltre la banca dati regionale delle strutture accreditate risulta non aggiornata; questo comporta che diversi centri, rischiano di non poter essere scelti dagli enti locali perché non ancora inseriti in elenco.

Questo in sintesi il contenuto dell’interrogazione presentata in Consiglio regionale, come primo firmatario, dall’onorevole Valter Piscedda. “L’emergenza sanitaria in corso da marzo 2020 ha imposto alle comunità un investimento nettamente superiore in risorse umane e professionali specifiche rispetto al passato; in considerazione della chiusura delle scuole e dell’avvio della didattica a distanza”. Osserva Piscedda . Inoltre le comunità per minori si sono trovate a dover gestire i minori e le minori ospiti h 24 senza il supporto dei servizi presenti sul territorio. Questo comporta un aggravio di spesa che necessita di essere riconosciuto.

i perché non ancora inseriti in elenco

Il confronto con le comunità dei minori

«Dal 2008 al 2013 l’assessorato competente ha aperto tavoli di confronto con i referenti delle comunità per minori; all’interno dei quali è stata rappresentata la varietà dei servizi esistenti sul territorio regionale e indicata con precisione anche la differenziazione dell’offerta dei programmi, attraverso operatori professionali, specialisti vari.” Sottolinea il consigliere Pd.

Fin da allora emerse come le comunità per minori devono sostenere costi di gran lunga maggiori rispetto quelle di accoglienza di mamma e bambino. Tuttavia il sistema tariffario regionale non prevede la giusta diversificazione a seconda dei differenti servizi offerti, omologando in tal modo tutte le strutture. Appare evidente l’inadeguatezza dell’attuale sistema tariffario».

«C’è inoltre il problema della banca dati regionale non aggiornata” – prosegue Piscedda. La banca dati è lo strumento individuato per mettere a disposizione dei comuni, dei PLUS, di Province e Regione, un quadro aggiornato delle strutture; cioè quelle in attività nel territorio e aggiornato in merito ai servizi offerti e ai soggetti tutelati. In una recentissima delibera di Giunta viene riconosciuto il carattere parziale delle informazioni contenute nella banca dati. L’aspetto più preoccupante è che risulterebbero inserite comunità che hanno cessato l’attività già da tempo e mancano invece, nell’elenco, diverse strutture che risultano essere in piena attività.

Le richieste

«Chiediamo al presidente Christian Solinas e all’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Mario Nieddu – conclude Valter Piscedda – se siano a conoscenza di tutte queste criticità, quali siano stati i criteri di inserimento nella banca dati e in quale modo intendano considerare le strutture attualmente non ricomprese dalla mappatura e regolarmente autorizzate e funzionanti.”

” Inoltre vorremmo sapere se non valutino appropriato riconsiderare il sistema tariffario adeguandone i criteri e gli importi ai differenti servizi realmente offerti, se non sia da stimare necessaria una integrazione delle tariffe rispetto al periodo marzo 2020-gennaio 2021 e se non reputino corretto inserire a pieno titolo tra le strutture a ciclo diurno autorizzate tramite SUAPE i Centri di aggregazione sociale, i Centri socio-educativi diurni e i Centri famiglia. Infine chiediamo se non sia da ritenersi utile, ai fini del dialogo e della necessaria collaborazione tra Istituzione e le Associazioni delle Comunità titolari di interesse sociale generale e in particolare dei minori da esse tutelati, la riconvocazione di tavoli di confronto al fine di meglio modulare le disposizioni sulle necessità e servizi reali offerti e così riattivare una buona prassi di ascolto e intesa». Valter Piscedda Consigliere regionale Sardegna 

About Elena Mameli

Elena Mameli
Mi chiamo Elena, sono una ragazza di 22 anni e vivo a Sardara. Frequento l'indirizzo storico artistico della facoltà di beni culturali e spettacolo.

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