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La sfida del digitale: la diplomazia e lo sviluppo

Nel podcast “Voci dalla Farnesina”, realizzato dal Maeci una puntata viene dedicata alla “diplomazia alla sfida del digitale”

I progressi compiuti

Nel corso della puntata il giornalista Salvatore Lussu intervista Virginia Fadelli, che lavora alla Farnesina nell’ufficio che si occupa dei servizi consolari e fa il punto dei progressi compiuti in termini di digitalizzazione, spiegando come si tratti di “iniziative intraprese già da tempo e con la pandemia portate avanti con ancora maggior interesse e impegno”, citando alcuni numeri dei servizi erogati in questo ultimo anno: “più di 220 mila passaporti, 164 mila atti di stato civile, oltre 314 mila iscrizioni all’Aire e più di 411 mila domande di visto”.

Fadelli

“Sicuramente il 2020 è stato un anno molto particolare e la nostra rete diplomatico-consolare si è trovata a gestire delle criticità finora mai incontrate. Le nostre sedi – segnala Fadelli – sono state chiamate a reinventarsi dei metodi di lavoro e a rimodulare la comunicazione con i connazionali. Mai prima d’ora, in questa cornice, si è sentita così forte la necessità di investire nella digitalizzazione dei servizi consolari per creare dei canali alternativi di comunicazione più diretta e immediata con gli utenti, oltre che migliorare l’erogazione dei servizi”.

Le iniziative:

Tra le diverse iniziative che la Farnesina ha introdotto da tempo, Fadelli cita il portale Fast.it per i servizi consolari. Il programma “lanciato nel 2017 e che ad oggi vede più di 600 mila utenti registrati e 10 mila utenti attivi ogni giorno”. Si tratta di un portale la cui “diffusione tra gli utenti è aumentata esponenzialmente in questi anni”; tant’è che “ad oggi il 60% di iscrizioni all’Aire sono trasmesse proprio tramite Fast.it”. “Fast.it – prosegue Fadelli – è molto semplice e intuitivo e consente ai cittadini italiani di iscriversi all’Aire – l’Anagrafe per gli italiani residenti all’estero – comodamente da casa.

Il portale come strumento

Ricordo che l’iscrizione anagrafica consente di accedere a diversi diritti fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione. Penso ad esempio ai diritti elettorali, ai diritti civili. E’ possibile sposarsi in Consolato o personali è più facile avere dei documenti come passaporto o documenti di viaggio di emergenza – e accedere alla copertura sanitaria nel paese ospitante. Nel tempo il portale si è dimostrato uno strumento utile e veloce. Con benefici a cascata su tutti i servizi consolari, ed è già accessibile con lo Spid, il sistema pubblico dell’identità digitale; in linea con le recenti previsioni normative. È stato inoltre un grande successo tra gli utenti perché, nel mese di dicembre soltanto, sono state più di 230 mila le visualizzazioni, rendendolo il più visitato della Farnesina”.

Il progetto

“Un altro progetto completato con grande successo di recente, nel gennaio 2021, è il processo che ha previsto l’erogazione della carta d’identità elettronica in tutti i Paesi europei. Il progetto è stato avviato nel 2019 ma che ha conosciuto il suo apice nella fase autunnale, coincisa con la seconda ondata di pandemia. Già da diversi mesi si erogano più carte d’identità elettroniche che cartacee con un riscontro molto positivo della comunità residente. Questo perché la Cie consente di accedere molto più velocemente ad alcuni servizi locali. Fadelli spiega “l’accensione di mutui, l’apertura di conti bancari online o l’attivazione di carte Sim. In alcune sedi consolari il numero delle Cie emesse nel 2020 è stato il triplo di quelle cartacee emesse nello stesso periodo e questo dimostra come si tratti di uno strumento sempre più importante”.

Un ulteriore progetto

Altro progetto avviato con successo da qualche anno è quello del “funzionario itinerante” attraverso cui i consoli onorari possono rilevare le impronte digitali e trasmetterle all’ufficio consolare di competenza per il rilascio del passaporto. “Il progetto – ricorda Fadelli – è stato lanciato nel 2017 e ad oggi sono state fatte più di 40 mila pratiche; nel 2020 il numero di pratiche effettuate è stato molto simile a quelle d’anno prima, in cui le condizioni erano normali”.

Il ricorso allo smart working

Fadelli spiega anche che con il ricorso allo smart working, “è stato necessario integrare il lavoro svolto in ufficio con quello svolto a casa per non interrompere l’erogazione dei servizi”. Per esempio, per l’iscrizione all’Aire, il calo delle pratiche è stato del 20% rispetto all’anno precedente. Questo risulta essere inoltre “il servizio meno intaccato dagli effetti della pandemia”.

Il primo contatto che l’utente ha con il Consolato

Altro progetto in corso di realizzazione è il portale “Prenota online, che consente agli utenti di prenotare il loro appuntamento in Consolato, in condizioni di sicurezza e rappresenta – aggiunge Fadelli – il primo contatto che l’utente ha con il Consolato”.

La spiegazione di Ramaioli

Da Friburgo, il console Federico Ramaioli sottolinea come “il rischio che corriamo con la pandemia sia quello di perdere il contatto con l’utenza, con la collettività italiana, e per questo la digitalizzazione dei servizi e della comunicazione è fondamentale, adesso più che mai”. “Nel nostro Consolato – spiega Ramaioli – abbiamo messo in atto tutta una serie di iniziative per accorciare le distanze con il nostro pubblico. Dove non è possibile esserci di persona vogliamo comunque garantire un certo tipo di presenza. Abbiamo quindi realizzato grafici interattivi, video, guide, e aperto anche un canale messenger.

La realizzazione dei video

Soprattutto, abbiamo realizzato dei video tutorial, che sono sul nostro canale YouTube e sul nostro sito, e che guidano l’utente passo dopo passo nell’uso di alcuni portali informatici, come Fast.it e Prenotaonline. Tramite questi portali, l’utente può compiere alcune azioni essenziali – ricorda il Console, – come per esempio iscriversi all’Aire, e può farlo direttamente da casa sua. Non basta quindi indirizzare l’utente all’uso di questi portali, bisogna anche assisterlo, spiegargli concretamente come fare e i nostri tutorial sono pensati per questo, sono uno strumento facile e innovativo per spiegare come con pochi passi e pochi click è possibile richiedere alcuni servizi consolari senza recarsi fisicamente in Consolato. I nostri video hanno finora riscosso molto successo e lo capiamo dalle opinioni dell’utenza che li ha trovati utilissimi, specie chi non ha dimestichezza informatica”.

Il console generale

“Con l’introduzione della video-chiamata wazzup per prenotare la venuta in Consolato per l’emissione del passaporto abbiamo introdotto un sistema fondamentale per la gestione delle pratiche, e con un codice QR vorremmo che tutti questi dati fossero inseriti in un fascicolo digitale del cittadino – spiega il console generale a San Paolo Filippo La Rosa. “A ciò si affianca l’informazione su cosa si può chiedere al Consolato, che facciamo attraverso video, o il contatto h24 sulle reti sociali, perché avere un’utenza più informata dove vi sono molti connazionali vuol dire recuperare molte ore di lavoro nel corso dell’anno da investire nel miglioramento della qualità dei servizi – rileva La Rosa.

Marco Villani

“Il Consolato utilizza da un paio d’anni i propri profili social, Facebook e Twitter, in maniera regolare come strumento di informazione e di dialogo con i cittadini, fornendo così un ulteriore canale di accesso ai servizi consolari oltre a quelli più tradizionali – spiega il console generale a Londra Marco Villani, sottolineando come tali strumenti si siano “rivelati essenziali sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria per l’evolversi repentino della situazione”, e per la possibilità di far conoscere in tempo reale all’utenza anche le disposizioni adottate da Italia e Regno Unito per gli ingressi nel Paese per limitare i rischi di contagio.

La conclusione di Villani

Si tratta quindi “di una nuova modalità di interazione in cui crediamo fortemente e che, anche se non si sostituisce ai canali più tradizionali di comunicazione, ci consente di agire pressoché in tempo reale alle situazioni di crisi che comportano la necessità di informare collettività molto grandi come quelle che qui vivono – conclude Villani.

About Maria Francesca Canu

Maria Francesca Canu
Mi chiamo Maria Francesca Canu, ho vent'anni e frequento il terzo anno del corso di scienze della comunicazione a Cagliari Sono nata Nuoro, ma vivo a Cagliari, una città che amo. Mi piace leggere e adoro le materie umanistiche, amo viaggiare. Nel tempo libero mi dedico all'equitazione, una passione nata fin da piccola. Il mio moto è "tu sei il tuo unico limite"

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