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Covid-19: tradurre il coronavirus in musica

Grazie a una tecnica di intelligenza artificiale chiamata sonificazione. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Sono riusciti a definire il suono del Covid 

Il professor Markus Buehler, scienziato e professore di ingegneria del Mit. Utilizzando questa nuova tecnica di intelligenza artificiale chiamata sonificazione. E’ riuscito a tradurre in musica il Covid-19.

Il sistema utilizzato è piuttosto complesso e ha visto uno studio accurato. Di tutte le sequenze di amminoacidi che compongono la catena proteica del virus.

Una volta individuate, i ricercatori le hanno riprodotte fisicamente. Grazie a sofisticati computer, hanno assegnato loro suoni, ritmi e vibrazioni differenti. Ma coerenti tra loro. A ogni proteina un suono, a ogni particella un ritmo, comprese le cosiddette “spike protein”, le particelle fondamentali e necessarie per permettere al virus di infettare le cellule sane.

Quella che ne è uscita è una melodia di un’ora e 49 minuti, dal suono soffuso e rilassante, pubblicata dal professor Buehler su Soundcloud, la piattaforma di musica e audio in streaming più vasta al mondo con 200 milioni di tracce in continuo aumento.  (LINK

Da un altro lato, le capacità curative della musica sono, ormai, provate. L’influenza della melodia sulle attività umane, comprese quelle immunologiche, è stata studiata da più parti. Si pensi solo alla capacità di aumentare l’intelligenza e la memoria della musica di Mozart e di quella di Bach, o l’influenza della musica classica sulla produttività del latte nelle mucche (che si accresce del 30 %).

Anche gli anticorpi rispondono meglio con la musica. La musica fa bene al fisico e alla mente. Non solo ascoltarla, ma anche suonarla. La conferma viene uno studio che americano della McGill University che ha preso in esame oltre 400 ricerche precedenti

I benefici delle note e delle melodie, hanno scoperto gli studiosi, si vedono soprattutto sul sistema immunitario e sui livelli di stress.

Allora, musica del Covid-19 a parte, io vi consiglio, oggi, un ascolto che potrebbe aumentare le vostre difese immunitarie: “L’era del cinghiale bianco”, il nono album di Franco Battiato, pubblicato nel 1979. non uno dei più venduti ma, di certo, tra i più belli del cantautore siciliano.

Sette tracce indimenticabili, per poco più di trenta minuti di musicaL’era del cinghiale bianco, Magic shop, Strade dell’Es, Luna indiana, Il re del mondo, Pasqua etiope, Stranizza d’am.

Meglio trenta minuti di musica di qualità che quasi due ore di suoni virali.

Pertanto, ascoltiamo musica per difenderci, possibilmente buona, come questa. 

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About Barbara Nateri

Barbara Nateri
Amante del cinema impegnato e del cult di genere, del cantautorato italiano come Fabrizio de André e Francesco Guccini, mi piace leggere romanzi di formazione di avventura e horror, amante dei gatti, del giornalismo, della cultura orientale e dell'avventura, mi piace viaggiare alla scoperta di luoghi folkloristici, indagare sulle tradizioni visive e musicali della mia terra e non solo.

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