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Save the Children: iniziative per la giornata delle donne e delle ragazze nella scienza

Bambine e ragazze, in Italia come nel resto del mondo, sono penalizzate da stereotipi, disuguaglianze di genere e mancanza di opportunità educative.

bambine, ragazze e donne nella scienza

Anche nel 2021, le disuguaglianze nel nostro Paese continuano a lasciare indietro le bambine e le ragazze, rispetto ai loro coetanei maschi, nei risultati in matematica e nelle materie scientifiche. Questa situazione mina fortemente il loro accesso agli studi e alle carriere nel mondo della scienza e delle tecnologie.

I dati della disparità di genere nell’accesso alla scienza

Oggi in Italia alla fine della scuola primaria le bambine ottengono risultati in matematica mediamente inferiori di 4,5 punti rispetto ai coetanei maschi. Uno svantaggio che sale a -6,1 punti al secondo anno delle superiori e a -9,8 all’ultimo anno.

Tra gli studenti con alto rendimento nelle materie scientifiche, solo 1 ragazza su 8 si aspetta di lavorare come ingegnere o in professioni scientifiche, a fronte d 1 su 4 tra i maschi.

Questo gap che ha origine nei primi anni di scuola e si rafforza con la scelta del liceo o della facoltà universitaria. Tra i diplomati nei licei i ragazzi sono più presenti in quelli scientifici (il 26% di tutti i diplomati rispetto al 19% delle ragazze). Inoltre, solo il 16,5% delle giovani tra i 25 e i 34 anni si laureano in facoltà scientifico-tecnologiche, a fronte di una percentuale più che doppia per i maschi (37%), un dato tuttavia migliore della media europea.

Un lungo percorso costellato di ostacoli che di conseguenza si riflette nel mondo del lavoro: nelle aree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), le giovani rappresentano il 41% dei dottori di ricerca, il 43% dei ricercatori accademici, solo il 20% dei professori ordinarie e tra i rettori italiani solo il 7% sono donne.

L’iniziativa di Save the Children

Questi numeri rendono limpida la mancanza di opportunità che bambine e ragazze continuano a vivere sulla propria pelle nel campo scientifico. Su di essi Save the Children vuole accendere i riflettori alla vigilia della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza che si celebra in tutto il mondo l’11 febbraio.

Al via domani una mobilitazione online che l’Organizzazione promuove per tenere alta l’attenzione su un gap che continua a lasciare indietro ancora troppe bambine e ragazze, in Italia e nel mondo. Un’iniziativa che vede grande protagonista Instagram, con il coinvolgimento diretto di tante attiviste e di donne e ragazze del mondo della scienza e del digitale particolarmente attive sul social che hanno deciso di unire il loro impegno a quello di Save the Children per dare voce a tutte quelle bambine e quelle ragazze che non possono esprimerla.

Post e azioni sui social saranno connessi ad alcuni hashtag di riferimento nell’intento di alimentare le conversazioni online e creare engagement tra il pubblico. Perché #noncivuoleunascienza per rendersi conto degli ostacoli e degli stereotipi che non permettono alle bambine e alle ragazze di affermarsi in percorsi di studio e professionali in ambito scientifico. Ma anzi – è l’appello al centro dell’iniziativa – #civuoleunascienziata.

#senzadilei: le storie delle donne che hanno cambiato la scienza

Il ruolo fondamentale che le donne scienziate hanno rivestito nella storia, nonostante gli ostacoli posti sul loro cammino, è confermato da tanti esempi di successo. Questi saranno ricordati nel corso della mobilitazione online attorno all’hasgtag #senzadilei.

Storie significative di donne scienziate. Come quella di Barbara McClintock, americana costretta a studiare botanica perché allora gli studi di genetica erano vietati alle donne. McClintocl fu comunque in grado di conquistare il Nobel per la Medicina proprio per i suoi lavoro in ambito genetico.

Oppure come quella di Emmy Noether, tedesca, costretta a insegnare matematica all’università con nome e falso e maschile. In seguito Noether fu indicata come “il più significativo e creativo genio matematico apparso finora” niente meno che da Einstein.

Si può ricordare anche l’italiana Rita Levi Montalcini, la cui caparbietà la portò a iscriversi all’università contro il volere del padre. Egli, infatti, era convinto che per una donna una carriera del genere avrebbe comportato distrazioni nei doveri di una moglie.

O, per arrivare ai giorni nostri, la biochimica ungherese Katalin Karikò, la donna scienziata dietro al vaccino anti Covid-19.

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About Fabio Allegra

Fabio Allegra
Studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università di Cagliari. Non apprezzo il maestrale.

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