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Depressione post partum, ecco le 3 forme del disturbo

Depressione post partum: Si pensa sempre che l’arrivo di un figlio sia il momento più bello per una coppia. E di fatto certamente lo è. Un discorso però è immaginare questo arrivo, fantasticare su quanto sia meraviglioso, e un altro è trovarsi a tu per tu con questa nuova situazione e con tutto ciò che comporta

Nuove responsabilità. Nuove cose da fare. Nuovi problemi da affrontare. E soprattutto nessun “libretto di istruzioni” del neonato. Ed ecco che, piano piano o improvvisamente, in maniera subdola o tutto d’un colpo, si fa avanti un nemico insidioso e temibile: la depressione post partum.

Subito dopo il parto, quasi tutte le neo mamme sperimentano una sorta di malinconia. Quasi tutte sentono la mancanza del pancione. Da un lato quindi c’è il senso di “perdita” per la gravidanza conclusa e, dall’altra, uno di “acquisizione” dato dalla nascita del bimbo. È fondamentale che la donna elabori questo passaggio e, quando ciò non avviene del tutto, possono subentrare sentimenti di tipo depressivo.

Gli psicologi distinguono tre forme principali di depressione post partum, diverse per caratteristiche e per gravità. E per stare vicino a chi ne soffre, anche quest’anno è partita una campagna di sensibilizzazione molto importante. Sì perché chi vive questo tipo di disturbo non deve mai vergognarsene e, soprattutto, deve chiedere aiuto.  

Depressione post partum leggera: il Baby blues

La meno grave e più frequente forma di depressione post partum viene definita “Baby blues” o “Maternity blues” e costituisce un lieve disturbo emozionale che colpisce una percentuale di mamme che si aggira tra il 50% e l’80%. Il Baby blues è caratterizzato da alcuni sintomi tipici che si accentuano intorno al quarto giorno dopo il parto e tendono a durare alcuni giorni. Tra questi ci sono tendenza al pianto (che ne costituisce la manifestazione centrale), stanchezza, ansia, ipersensibilità, frequenti alterazioni dell’umore, tristezza ed abbassamento della capacità di attenzione e di concentrazione.

Questo disturbo, poiché è legato soprattutto al riassestamento dei livelli ormonali, tende a risolversi spontaneamente nel giro di 2-3 settimane. Il più delle volte non necessita dell’intervento di uno specialista.

La depressione post partum vera e propria

Il secondo disturbo è la vera depressione post partum. Ha un’incidenza che varia tra il 3% ed il 15%, ma potrebbero esserci tanti casi non diagnosticati. È caratterizzata da sentimenti di inadeguatezza, d’incompetenza e di disperazione, collera, ipersensibilità, ansia, vergogna, odio e trascuratezza verso se stesse e verso il bambino, disturbi del sonno, dell’appetito, calo del desiderio sessuale e pensieri suicidari.

Questa sintomatologia può insorgere per tutto il primo anno dalla nascita del bambino. In tal caso è fondamentale rivolgersi ad uno psicologo, il quale potrà intervenire al fine di affiancare la neo mamma nel necessario processo di elaborazione psicologica della propria nuova identità. Un intervento tempestivo potrà, inoltre, evitare che tale tendenza depressiva si cronicizzi sino a portare ad una vera e propria depressione.

Depressione post partum grave: la psicosi puerperale

L’ultima forma viene definita psicosi puerperale e, per fortuna, è molto rara. La sua frequenza si aggira tra lo 0,3% ed il 2%. Tale disturbo non interviene in maniera improvvisa, ma è tipico di soggetti che già in passato hanno sofferto di psicopatologie o che hanno presentato comportamenti anomali. In alcuni individui, infatti, la maternità, evento di per sé critico, può provocare degli squilibri drammatici e profondi.

In tale stato la donna si ritira in se stessa, è triste, rifiuta totalmente il suo bambino affermando di non sopportarlo e non volerlo vedere, è apatica, trasandata, non si occupa della sua igiene personale, presenta insonnia ed inappetenza. Molto spesso riferisce allucinazioni, per lo più uditive, ed idee deliranti, riferisce angoscia, sentimenti di colpa e di auto-svalutazione, per cui si sente inutile ed incapace di accudire i figli. In questo caso bisogna rivolgersi al più presto ad uno specialista al fine di affrontare tale importante affezione.

La campagna Onda sulla depressione post partum

Talvolta, i segnali della depressione si presentano già durante la gravidanza. L’espressione corretta infatti è depressione perinatale, che indica sia il periodo gestazionale che quello dopo il parto. Il supporto dei familiari è fondamentale per riconoscere eventuali sintomi “strani”, ma anche per sostenere la neo mamma nel suo percorso di ripresa. E per alleggerire il carico di lavoro in casa e col neonato.

About Ludovica Ferrari

Ludovica Ferrari
Mi chiamo Ludovica Ferrari, sono una studentessa del terzo e ultimo anno di scienze della comunicazione, degli studi di Cagliari. Nel tempo libero mi occupo di salvare cani e gatti dalla strada e trovare loro una famiglia. Mi piace inoltre fare sport e ascoltare della buona musica.

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