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editori, libri

Covid e lockdown, per 9 editori su 10 forti perdite nel 2020

Nel 2019 sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti

Il 40,0% della popolazione di 6 anni e più legge almeno un libro all’anno. Il 77,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 7,9% solo e-book o libri on line. Nove editori su dieci avevano previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto all’anno precedente.

Sono 86.475 le opere pubblicate nel 2019. Il 21,4% riguarda l’editoria scolastica e per ragazzi. Il 66,9% è la quota di novità e di nuove edizioni pubblicate. Il 45,3% delle opere pubblicate a stampa è reso disponibile anche in formato e-book. La percentuale di lettori tra i 6 e i 18 anni che hanno padre e madre lettori è dell’ 80,0%. Nel complesso il 40,6% dei ragazzi legge anche se i genitori non sono lettori.

Il maggior numero di editori attivi risiede in Lombardia e nel Lazio. In particolare, a Milano e Roma si concentrano circa un quarto degli editori attivi.

Sono 86.475 i titoli pubblicati a stampa nel 2019 dagli editori censiti. Nell’ambito di questa offerta libraria, circa due terzi dei titoli pubblicati sono costituiti dalle novità e dalle nuove edizioni. Mentre il restante è rappresentato dalle ristampe.

In termini di tiratura, le novità e le nuove edizioni coprono due terzi del mercato. Un terzo della tiratura complessiva è costituita da ristampe per un totale di 192 milioni di copie.

A fronte di tale produzione sussiste però una rilevante quota di invenduto. Si hanno differenze significative per tipologia di editore: la percentuale è pari a 26% per i micro-editori; 17,6% per i piccoli; il 6,9% per i medi e il 5,8% per i grandi.

Questi in sintesi i principali dati contenuti nella rilevazione statistica Istat su “Produzione e lettura di libri in Italia”. Il 2020, in conseguenza alla pandemia sanitaria, ha rappresentato per gli editori un anno estremamente difficile e incerto.

Gli effetti della pandemia sull’editoria

Intervistati nel periodo tra maggio e settembre, nove editori su dieci hanno previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto all’anno precedente. Uno su tre dal 25 al 50% in meno (32,0%), circa uno su quattro ha stimato una flessione compresa tra il 50 e il 75% (24,9%). Solo il 7,4% ha previsto di non subire perdite.

Microeditoria: un micro editore su cinque ha previsto una perdita di oltre il 75%. Il 40% dei medi invece ha previsto una riduzione di circa un quarto del proprio fatturato (fino al 25% in meno) mentre l’8,6% dei grandi ha previsto di non avere alcuna variazione significativa

Tra le conseguenze più evidenti che la prima fase dell’emergenza ha avuto sull’attività editoriale, gli intervistati segnalano: la cancellazione o la sospensione degli eventi e delle manifestazioni per la presentazione al pubblico delle nuove proposte editoriali (83,4%), la mancata partecipazione a saloni/festival letterari (74,1%), il ricorso alla cassa integrazione per il proprio personale (30,3%) e la sospensione o la cessazione di contratti con clienti o fornitori (29%).

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Per fare fronte all’impatto della pandemia sul settore, le iniziative promosse e realizzate dagli operatori sono state in primo luogo: il rinvio delle nuove uscite editoriali in programma, il potenziamento dei canali di vendita on-line, il ricorso al lavoro in modalità smart working per il personale interno. Quasi un operatore su tre (29,2%) ha inoltre promosso l’ampliamento dell’offerta di titoli in formato digitale.

Nel periodo del lockdown, gli editori hanno attuato anche delle iniziative volte alla promozione della lettura: il 43,6% ha attivato reti con le librerie indipendenti per la vendita e la consegna di libri a domicilio, il 42,8% organizzato eventi di promozione e interazione con i lettori attraverso i canali social o il proprio sito internet. Il 26,9% degli editori ha organizzato presentazioni on-line, letture e consigli di lettura da parte degli autori.

Per restare vicini al proprio pubblico e non far mancare il proprio supporto, gli editori – e soprattutto i grandi editori – hanno anche proposto delle iniziative per garantire l’accesso gratuito per i docenti a webinar, servizi e strumenti per la didattica digitale (il 40,0% dei grandi e il 20,2% dei medi), la diffusione gratuita di e-book (52,9% dei grandi e il 26,3% dei medi), la possibilità di download o ascolto gratuito di audiolibri riservato alle persone con disabilità (23,5% dei grandi editori). Una quota considerevole degli operatori del settore ha aderito all’iniziativa di Solidarietà Digitale del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (21,2% grandi, 14,2% medi).

About Elena Mameli

Mi chiamo Elena, sono una ragazza di 22 anni e vivo a Sardara. Frequento l'indirizzo storico artistico della facoltà di beni culturali e spettacolo.

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