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Di Francesco: il Cagliari peggiore della stagione? No

“Le assenze ci hanno penalizzato, peccato avevamo anche rimediato.” Seconda sconfitta di fila per il Cagliari. E l’allenatore Eusebio Di Francesco non cerca attenuanti.

“Il Napoli è stato superiore – dice – siamo stati bravi a rientrare in partita. Ma poi siamo mancati in fase difensiva, non nella linea di retroguardia, ma a livello di squadra. Facile sparare contro il Cagliari, e anche gli episodi non ci hanno favorito: a livello psicologico il gol dell’1-2 ha fatto la differenza. E poi in dieci uomini, con un Napoli pieno di palleggiatori, è andata come è andata. Non dimentichiamoci che abbiamo problemi di organico e poche possibilità di scelta”.

Ora la situazione del Cagliari si è fatta pericolosa. “Chi pensava di essere al sicuro si sbagliava di grosso – il commento di Di Francesco -: dobbiamo sempre anche guardarci dietro. Oggi è stato il Cagliari peggiore della stagione? No, è stato il Napoli ad essere il migliore della stagione”.

Disastro alla Sardegna Arena. Cagliari-Napoli finisce 1-4: i rossoblu (non) giocano i peggiori 90 minuti dall’insediamento di Di Francesco e vengono giustamente travolti dai partenopei. I sardi non danno mai la sensazione di poter essere pericolosi al contrario degli avversari, trascinati dalla classe di Insigne e Zielinski.

La prima frazione del Cagliari è impalpabile: il Napoli costruisce con semplicità e arriva dalle parti di Cragno, rendendosi pericoloso a più riprese. I padroni di casa sono succubi dell’autorevolezza partenopea e paiono in forte affanno dal punto di vista fisico.

La seconda frazione dei rossoblu dura una folata di Joao Pedro, troppo poco per impensierire il gruppo di Gattuso. Gli azzurri rispondono immediatamente al pareggio e poi dilagano. Il recupero non concesso da Manganiello è la perfetta sintesi dell’umiliazione subita dal Cagliari.

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About Francesca Pinna

Francesca Pinna
Amo il mare, la tradizione, il cibo: la mia terra, la Sardegna. Quindi da ciò potreste dedurre che amo osservare i bei tramonti, godermi la tranquillità che regna in questa regione, e mangiare. Ma a parte ciò, sono una persona che ama imparare, per migliorarmi ogni giorno sempre di più. Perché un bel giorno voglio girarmi, guardarmi dietro le spalle e poter dire: «Sì, hai raggiunto un bel traguardo e ne hai fatto di strada!»

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