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Un anno

Un anno difficile che non dimenticheremo mai

In queste ore ogni fine anno nelle varie redazioni dei giornali, delle radio, in Tv, si tirano le somme dell’anno appena trascorso.

Quest’anno la pandemia ha la priorità su tutto. Tra un lockdown e l’altro siamo arrivati alla fine col rosso fisso, come un’auto in riserva. A fine anno siamo veramente stanchi di Dpcm, di chiusure, di divieti, di aperture, di zone rosse, zone gialle e arancione, di coprifuochi, di autocertificazioni, di permessi, di conferenze stampa, di ristori, di discussioni nei talk show.

Basta! Abbiamo bisogno di tregua, di pace, di serenità, non ne possiamo più di parole, ammonimenti, impedimenti, concessioni, condizionamenti, rassicurazioni.

Un anno segnato dalla Pandemia, che per certi versi ci ha rispediti per qualcuno, al tempo della peste nera, al “medioevo”. Siamo ripiombati alla fine dell’impero romano. Al tempo dell’imperatore Marco Aurelio, nessuno sapeva come curare le persone colpite. Il famoso medico classico Galeno, fuggì da Roma, per rifugiarsi nella casa di campagna e qui rimase finché il pericolo non cessò.

Sta finendo un anno contrassegnato dal flagello del coronavirus, sicuramente, nato in Cina. Certamente la pandemia esiste, negarla e negarne le conseguenze significa negare la realtà e offendere i molti che hanno perduto i loro cari. Che sia stata gestita male, per rimanere in Italia, è altrettanto vero.

Di fronte agli inevitabili scontri fra allarmisti e negazionisti, cosa dovrebbe fare un cristiano, un cattolico? Ecco alcuni consigli di Marco Invernizzi, responsabile nazionale di Alleanza Cattolica.

“Quello che ciascuno di noi potrebbe e dovrebbe fare è riflettere su come usare la pandemia per convertirsi. Ma anche per aiutare la società a cambiare direzione, abbracciando tutta la dottrina sociale della Chiesa, senza escluderne nessuna parte”.

Infine ci sono gli effetti negativi della pandemia sull’economia del nostro paese. Noi consumatori potremmo orientare i nostri consumi sulle molte imprese, negozi e attività artigianali che sono state costrette a chiudere e che ora subiranno la concorrenza delle imprese multinazionali. E poi c’è la Cina che a quanto pare, la sua economia, nonostante la pandemia, esce col segno positivo.

La Cina è il paese dove non esiste la libertà religiosa e neanche la libertà di stampa

Attenzione però, la Cina è il paese dove la libertà religiosa non esiste per nessuna religione. Ma non esiste neanche libertà di stampa. Il 28 dicembre scorso, il tribunale di Shanghai ha condannato a quattro anni di reclusione Zhang Zhan, una giornalista che aveva documentato l’inizio della pandemia a Wuhan nel gennaio 2020, filmando i malati ammassati negli ospedali. E denunciando il ritardo della politica cinese.

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About Francesca Pinna

Amo il mare, la tradizione, il cibo: la mia terra, la Sardegna. Quindi da ciò potreste dedurre che amo osservare i bei tramonti, godermi la tranquillità che regna in questa regione, e mangiare. Ma a parte ciò, sono una persona che ama imparare, per migliorarmi ogni giorno sempre di più. Perché un bel giorno voglio girarmi, guardarmi dietro le spalle e poter dire: «Sì, hai raggiunto un bel traguardo e ne hai fatto di strada!»

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