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L'anno 2020: il peggiore degli ultimi decenni
Nike official ball Firenze 14-9-2019 Stadio Artemio Franchi Football Serie A 2019/2020 ACF Fiorentina - Juventus FC Photo Andrea Staccioli / Insidefoto

L’anno 2020: il peggiore degli ultimi decenni

La notizia del giorno certa e inconfutabile è questa: oggi si conclude l’anno Venti-venti, il peggiore della storia degli ultimi ottant’anni.

L’anno bisestile che, già portatore di guai in tutto il mondo con una tradizionale intensità degna di sospetti e di gesti scaramantici. Ha visto espandersi il Coronavirus latente già dalla fine del 2019 fra la Cina e la Lombardia, fra Wuhan e Codogno. Questo almeno secondo gli scienziati e aggregati che in questa stagione hanno conquistato la popolarità riservata ai campioni di calcio e dello sport.

Per finire in allegria l’anno e metter piede nel 2021 si ricorre abitualmente al colore rosso degli indumenti accessori e intimi. Però l’ultima prorompente notizia non drammatica suggerisce di darsi al rossonero. Infatti l’eroe di una virtuale copertina di un “Time” nostrano sarebbe indiscutibilmente Zlatan Ibrahimovic, trascorrente dai fasti del Milan Club a quelli di Sanremo Festival. Lo ha annunciato Amadeus, sorridente e garbato protagonista delle prime serate Rai, giustamente chiamato apoditticamente “Ama” da ammiratori e amici.

Le polemiche

Inoltre il 2020 è stato ricco di velenose polemiche politiche, passando attraverso le buffonate alla Suarez, le lotte fra Asl locali e le abbuffate di Neymar e compari. In aggiunta abbiamo visto rinnovarsi le deprecabili campagne contrattuali a suon di milioni, la caccia a pedatori riccastri a piede libero, le ribellioni di protagonisti illustri e meschini. L’hit parade del cattivo gusto organizzata negli Emirati Arabi che contaminano il nostro calcio e incrementano una certa cultura della straricchezza contrastante con la povertà.

E tutto ha un nome: Dybala e il suo contratto. Il Papu e la sua incontinenza verbale; Ronaldo e le sue effimere glorie tecniche rivelate da pagatori incompetenti. Zaniolo e i suoi amori intemperanti, e via così, secondo schemi antichi e deprecabili. Non per facile moralismo ma per una adeguata protezione dei valori sportivi difesi nei giorni della tempesta saremmo felici se l’intelligente Zlatan Ibrahimovic tornasse a esibirsi a San Siro e non a Sanremo.

La stessa raccomandazione a “giocare” con dignità professionale nei propri campi indirizzo a governanti, parlamentari, professionisti dell’informazione, sportivi, intellettuali e virologi, microbiologi, epidemiologi, pandemiologi, infettivologi e tuttologi. Buon Venti-ventuno.

About Andrea Ennas

Sono un giovane ventenne appassionato di sport, musica e cinema.

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