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Covid: vacciniamo prima i ragazzi e gli studenti

La proposta suona così: l’Umbria è pronta a chiedere al governo che i vaccini anti Covid-19 vengano somministrati prima ai ragazzi e agli studenti.

Parole e musica di Luca Coletto, assessore alla Salute che ieri si è trovato nel mirino dei sindacati per la guerra sui numeri delle assunzioni della sanità regionale. Numeri e situazione che sono la spiegazione dello sciopero nazionale del pubblico impiego in chiave umbra di mercoledì 9.
Coletto para e risponde, non imbraccia il fucile e poi sterza sul fronte della tenuta dell’Umbria che guarda come uscire bene dalla fase due e guarda con attenzione la terza ondata.
«Il vaccino prima ai ragazzi? Sono favorevole. Anzi, sono pronto a chiederlo al governo per contro dell’Umbria. Guardate da dove è partita la seconda ondata, guardate cosa è successo dopo due settimane che hanno riaperto le scuole. Allora- dice l’assessore al telefono- vaccinare studenti e insegnanti mi sembra una mossa oculata».

TERZA ONDATA

La terza ondata è quella in cui Covid-19 e influenza stagionale si mischieranno e che l’Umbria (e non solo), guarda con grande attenzione. «L’unico modo per gestire quell’eventualità è tenere basso il numero dei positivi adesso. Serve grande attenzione al trasporto, soprattutto lo scolastico. Nel Dpcm c’è la possibilità dell’intervento dei prefetti con un ruolo delle Regioni se i Comuni dovessero fallire. Noi siamo pronti. Come siamo pronti con il piano di salvaguardia che va avanti. Siamo a 130 posti di terapia intensiva, arriveranno a 150. L’ex Porta Sole? È in stand by in questo momento. Il piano di salvaguardia funziona bene, con questi numeri abbiamo un polmone di riserva in quanto a posti letto importanti».

I SINDACATI ATTACCANO

La sfida, però, è quella con i sindacati che rialzano il tiro, numeri alla mano, sule assunzioni(poche) in sanità e sui buchi(grandi) di organico per medici e infermieri: 1500 i primi, 800 i secondi quelli che mancano alle strutture della sanità regionale dove quella privata pesa per il 5%, ma in prospettiva ai sindacati mette paura.
Sindacati che in vista dello sciopero del pubblico impiego di mercoledì 9, vanno all’attacco: «Le assunzioni a tempo indeterminato di personale per il potenziamento del sistema sanitario pubblico a fronte dell’emergenza Covid sono state in Umbria soltanto 19». Ecco la contabilità anti giunta di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl che hanno presentati i dati elaborati dalla Corte dei Conti nella Memoria sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2021. «Questi dati ufficiali presentati pochi giorni fa – hanno affermato i segretari dei sindacati, Tatiana Cazzaniga (Fp Cgil), Marcello Romeggini e Luca Talevi (Fp Cisl) e Marco Cotone (Uil Fpl) – testimoniano che le assunzioni a tempo indeterminato, quelle che sono in grado di trattenere e strutturare il personale sanitario nel sistema regionale, sono possibili. La Toscana ad esempio ha assunto per l’emergenza Covid 1.847 infermieri, 50 medici e altre 996 figure professionali a tempo indeterminato, mentre l’Umbria solo 2 medici, 16 infermieri e un professionista sanitario. E anche rapportando i dati alla popolazione – continuano i sindacati – emerge chiaramente come la nostra regione sia agli ultimi posti per assunzioni stabili».

Per Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl ogni giorno che passa la situazione si complica ulteriormente. «Invitiamo quindi la presidente Tesei e l’assessore Coletto a riprendere immediatamente il confronto per chiudere finalmente la questione assunzioni e affrontare quella delle risorse aggiuntive per il personale». Tra l’altro i sindacati hanno sottolineato come nei servizi territoriali gli infermieri reclutati tutti a partita Iva (30 euro l’ora) e si tratta di infermieri che hanno lasciato il privato; mentre quelli che lavorano con contratti a termine contro il Covid-19 invece di essere stabilizzati sono stati fatti fuori dal concorsone della Asl 2.

LA DIFESA DELLA GIUNTA

L’assessore Coletto non va alla guerra. Ma mette sul tavolo numeri contro numeri. E condisce la sfida con un a battuta: «Hanno ragione i sindacati. Ma va ricordato che questa situazione è nata con il governo Monti. Non possono accorgersi ora delle carenze del personale, Noi abbiamo fatto tutti il possibile, tutto quello che ci permettono le norme. Se ci sono stati tagli alla sanità italiana per 37 miliardi in dieci anni, non possiamo certo noi recuperare tutto in sette otto mesi. Lo stiamo facendo. Abbiamo fatto 400 stabilizzazioni, ma siamo intervenuti dopo anni di storture di sistema. Pensate al fatto che sui diecimila medici che si laureavano ogni anno, solo seimila potevano accedere alle scuole di specializzazione. E anestesisti e radiologi senza specializzazione non li puoi assumere». Numeri contro numeri per una sfida calda.

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About Nicola Saba

Mi chiamo Nicola e dopo il diploma magistrale ho intrapreso gli studi di Scienze della Comunicazione presso la Facoltà di Cagliari

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