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Che Natale sarà?

Che Natale sarà? Lo spiega lo psichiatra Edoardo Favaretti

Che Natale sarà? Secondo l’analisi di uno dei più noti psichiatri romani, Edoardo Favaretti, direttore del Centro Italiano Antimobbing di Roma, la condizione psicologica del Paese del post Covid ha ancora contorni di gravissima preoccupazione sociale.

Sono cresciuti i disagi, le paure, il senso della precarietà a tutto campo, ma la cosa più grave è che tutto questo malessere rischia di compromettere anche il Natale di molte persone.

Lo psichiatra sostiene che il vaccino alle porte e il calo dei contagi sono da ricollegare al valore del natale, ovvero la nascita, anzi in questo caso di rinascita. Nonostante, in certi casi, non si possa stare vicino alle persone anziane.
I giovani devono approfittare di questa chiusura per far rinascere la voglia di socializzare, perché prima gli amori e le amicizie erano quasi del tutto virtuali. Quindi, si tratta di riconsiderare cosa c’è di bello nella socializzazione.

Lo psichiatra ha lavorato a lungo e quando si ritrovava a tornare a casa si accorgeva della mancanza del lato sociale, un qualcosa di altamente nocivo. Siamo fatti per stare con le persone e il Covid-19 ha annullato tutto ciò.
Sostiene che il consumo di antidepressivi e ansiolitici è aumentato, perché la situazione che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo tuttora non è stata e non è facile. Specie per chi ha un disturbo o una malattia mentale.
Finita l’emergenza si avrà a che fare con la vita che deve riprendere.

Tra collegamento online e in presenza in una seduta psicoterapeutica le differenze sono nel contatto visivo. Infatti, online è richiesto, con l’aggiunta di un fattore stressante.
Il 2020, è stato un anno, anche, di crisi per le famiglie.
Babbo Natale, sostiene lo psichiatra, è una figura positiva e per i grandi i regali natalizi fanno bene. Hanno un effetto antidepressivo.
Lo psichiatra riporta, infine, la rabbia di chi si trova in una situazione di difficoltà economica di fronte alla pandemia.
“Se neghiamo prima il lavoro e poi colpiamo i risparmi cosa resta? Evitiamo la rivoluzione!”

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About Francesca Pinna

Amo il mare, la tradizione, il cibo: la mia terra, la Sardegna. Quindi da ciò potreste dedurre che amo osservare i bei tramonti, godermi la tranquillità che regna in questa regione, e mangiare. Ma a parte ciò, sono una persona che ama imparare, per migliorarmi ogni giorno sempre di più. Perché un bel giorno voglio girarmi, guardarmi dietro le spalle e poter dire: «Sì, hai raggiunto un bel traguardo e ne hai fatto di strada!»

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