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Università: studio di Eurydice su tasse e borse

Università: studio di Eurydice su tasse e borse

La Rete Eurydice pubblica oggi l’aggiornamento annuale del rapporto sull’università National Student Fee and Support Systems in European Higher Education – 2020/21.

Lo studio offre una panoramica comparativa sui sistemi di tassazione e di supporto finanziario agli studenti dell’istruzione superiore in 43 sistemi educativi europei. Le schede nazionali, che completano il rapporto, contengono informazioni dettagliate su tasse, borse di studio, prestiti e altri benefit presenti nei singoli paesi.

Una serie di quesiti

Le tasse e le borse di studio rappresentano strumenti importanti delle politiche nazionali che possono incoraggiare o scoraggiare l’accesso all’istruzione superiore. Lo studio, infatti, risponde a una serie di quesiti. Quali sono i Paesi europei in cui gli studenti ricevono borse di studio per coprire il costo del percorso di studi e della vita? Quali sono i requisiti che gli studenti devono avere per ottenere sostegni economici? E quali stati applicano le tasse più alte?

Dal rapporto emerge che in circa un quarto dei paesi europei presi in esame, tutti gli studenti del primo ciclo pagano le tasse. In sette stati non ci sono tasse e in più della metà di tutti i paesi presi in esame solo alcuni studenti pagano le tasse. In circa la metà dei paesi, le tasse del primo ciclo di studio sorpassano i 100 euro. Mentre in un quarto, e fra questi rientra anche l’Italia, superano i 1000 euro.

Politiche di differenziazione

Sono pochi quei sistemi di istruzione superiore che adottano politiche di differenziazione degli importi nelle tasse a carico degli studenti in base alle condizioni economiche. Ovvero: Italia, Belgio, Francia, Spagna, Irlanda. In questi paesi alcune categorie di studenti sono esonerate dal pagamento delle tasse e dei contributi. Per esempio nel caso dei vincitori di borsa di studio e di quanti dimostrano condizioni di reddito disagiate.

L’Italia rientra nel gruppo di paesi europei che hanno un’alta percentuale di studenti all’università che pagano le tasse. E, inoltre, una bassa percentuale di studenti che ricevono una borsa di studio. Fanno parte di questo gruppo anche Belgio, Bulgaria, Irlanda, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera, Macedonia del Nord, Regno Unito, Albania, Bosnia Erzegovina, Islanda e Serbia.

Con la pandemia

In risposta alla pandemia, sono state intraprese una serie di misure nell’ambito delle tasse per l’istruzione superiore e del sostegno finanziario agli studenti con problemi di liquidità. Vari paesi offrono maggiori finanziamenti per sostenere gli studenti. Come fondi aggiuntivi a disposizione degli istituti di istruzione superiore per coloro che si trovano in stato di bisogno, come in Italia e in Scozia.

Nel 2020 le regole sul pagamento delle tasse e sui livelli di rendimento negli studi, cioé i criteri di ammissibilità alle borse di studio, sono ora più flessibili. I requisiti socioeconomici che permettono agli studenti di accedere a borse di studio sono più ampi.

In Italia il reddito da 13mila a 20mila euro

A maggio 2020 in Italia è stato aumentato da 13mila a 20mila euro il limite di reddito familiare che permette agli studenti di essere esentati dal pagamento delle tasse. Con l’obiettivo, quindi, di concedere esenzioni a più studenti in situazioni di precarietà. Allo stesso modo, in Spagna, gli studenti o le famiglie che ricevono l’indennità di reddito minimo tra giugno e dicembre 2020 sono esentati dal pagamento delle tasse nell’anno accademico 2020/2021. Anche per quanto riguarda le borse di studio in Italia, nel 2020 il limite di reddito per ottenere un sostegno economico per l’anno accademico 2020/21 è stato aumentato da 13mila a 20mila euro.

Anche la Svezia

Tra gli stati che, durante l’emergenza sanitaria, hanno adottato politiche di sostegno economico per gli studenti all’università, lo studio riporta anche la Svezia. Infatti, ha per il momento sospeso il limite di reddito per ricevere l’importo massimo delle borse di studio nel 2020.

About Francesca Pinna

Amo il mare, la tradizione, il cibo: la mia terra, la Sardegna. Quindi da ciò potreste dedurre che amo osservare i bei tramonti, godermi la tranquillità che regna in questa regione, e mangiare. Ma a parte ciò, sono una persona che ama imparare, per migliorarmi ogni giorno sempre di più. Perché un bel giorno voglio girarmi, guardarmi dietro le spalle e poter dire: «Sì, hai raggiunto un bel traguardo e ne hai fatto di strada!»

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