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prima retina artificiale

La prima retina artificiale nasce in Spagna

In Spagna, i ricercatori dell’ospedale clinico di San Carlos hanno creato la prima retina bioibrida, con fibroina di seta e cellule retiniche

La prima retina bioibrida, potrebbe rivelarsi molto utile soprattutto per la la degenerazione maculare legata all’età. Realizzata da un team i ricercatori dell’Istituto di sanità Ricerca dell’Ospedale Clínico San Carlos de Madrid (IdISSC), si spera possa essere un passo avanti per il trapianto.

La composizione

La retina è fatta da una pellicola di fibroina di seta sottilissima, un biomateriale che non dovrebbe creare problemi a contatto con i tessuti umani. Poi, è ricoperta da uno strato di gel che serve per dare il tempo necessario alla stessa pellicola onde integrarsi correttamente con il tessuto vivo circostante.
La retina, che può essere innestata tramite trapianto, è caratterizzata dalla presenza di cellule mesenchimali che fanno da produttori di molecole neuroprotettive e neuroreparative. Le stesse cellule mesenchimali favoriscono l’integrazione tra le cellule impiantate quelle dei pazienti, come spiegano i ricercatori che hanno pubblicato il proprio studio sul Journal of Neural Engineering.

Artificiale, ma compatibile con il corpo umano

Secondo Fivos Panetsos, direttore del Neuro-computation and Neuro-robotics Group dell’UCM, questa retina artificiale compatibile a livello biologico con il corpo umano, rappresenta un passo avanti. Risulta molto importante per la risoluzione di tutte le problematiche legate alla degenerazione maculare legata all’età.
Quando provata in vitro, i neuroni di coltura primaria crescevano i si sviluppano sulla bio pellicola di fibroina di seta.

Le ricerche

La retina è un tessuto di origine nervosa che ricopre quasi tutta la parte più interna dell’occhio. Ha la funzione di captare l’energia luminosa e di convertirla in segnali elettrici, che a loro volta vengono inviati al cervello attraverso le fibre del nervo ottico. Il britannico Raymond Lund, docente dell’ Institute of Ophthalmology di Londra, dimostra che le cellule della retina di un embrione di topo, se trapiantate in un topo adulto, tendono a collegarsi con il nervo ottico. Inoltre, ricreano la struttura del tessuto retinico costituito da coni e bastoncelli, i recettori visivi sensibili alla luce. Ciò non significa necessariamente che in futuro si potrà restituire la vista.

La preoccupazione principale, finora, è quella di evitare il rigetto. Un primo tentativo di trapianto sull’uomo, è stato effettuato nel 1996 all’università di Rochester (Usa) dal neurobiologo Manuel Del Cerro. 

About Ilaria Furia

Dopo aver conseguito il diploma di Lingue straniere, ho frequentato un corso triennale universitario per approfondire le conoscenze linguistiche e traduttive moderne. Seguo il corso per la laurea magistrale sulla specialistica della traduzione, con numerosi corsi di informatica per la traduzione. Parlo abbastanza bene l'inglese e il francese e fluentemente lo spagnolo. Sono una persona socievole, dinamica, con buone doti comunicative e ottime competenze relazionali.

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