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Sorellanza

Sorellanza, complicità e competizione nel mondo femminile 

 

Il termine “sorellanza” non è certo di recente introduzione: le origini di questo concetto, infatti, vanno fatte risalire agli anni Settanta del secolo scorso

Di che cosa si tratta? Si può intendere la sorellanza come una complicità tra donne. Sicuramente è una dote di cui non si può fare a meno se si vuol raggiungere l’obiettivo dell’affermazione dei diritti femminili unito al superamento della disparità di genere. Ancora oggi, infatti, è troppo ampio il divario tra le donne e gli uomini: la discriminazione coinvolge numerosi ambiti, che spaziano dalla disuguaglianza dei salari fino ai più tragici femminicidi.


Le donne sono sottovalutate

Non è esagerato né sbagliato affermare che le donne sono sottovalutate in molti settori, a cominciare da quello professionale. In questo ambito, infatti, gli uomini rivestono funzioni che godono di un prestigio più elevato, e vedono il proprio lavoro riconosciuto con più gratificazioni, non solo economiche. Ecco perché c’è bisogno di sorellanza: le donne sono per natura dotate di caratteristiche come l’empatia e la sensibilità. Queste qualità, però, devono essere intrecciarsi tra loro. Solo in questo modo è possibile favorire la comparsa di legami speciali che siano in grado di durare a lungo nel tempo, tanto solidi da non rischiare di rompersi.

La sorellanza e le amicizie femminili

Le amicizie tra donne garantiscono il piacere di sentirsi capite e protette. Amica è colai che consola e dà coraggio quando si pensa di non riuscire a farcela da sole. Con un supporto adeguato le donne hanno l’opportunità di cambiare il modo in cui vivono, unendosi per dare origine a un potere speciale. Al contrario, gli antagonismi non fanno altro che danneggiare e perfino indebolire il genere femminile.

Gli effetti deleteri della competizione

La competizione fa sì che in troppe occasioni le donne si considerino nemiche tra loro, invece che alleate. Ciò  può succedere anche nella vita di tutti i giorni. In ufficio o tra cugine, a scuola o tra vicine di casa, è comune la comparsa di antipatie che possono essere più o meno forti. La sorellanza deve far sparire le invidie. Quando una rivale raggiunge il successo, bisognerebbe avere la pazienza di mettere da parte i propri pregiudizi e i propri rancori. Fu la scrittrice Kate Millet la prima a usare la parola “sisterhood”, tradotta in italiano appunto come “sorellanza”. La Millet non a caso era un’esponente di rilievo del movimento femminista, e con quel neologismo intendeva fare riferimento a un ideale.

L’ideale della sorellanza

Qual è, dunque, l’ideale alla base della sorellanza? Si tratta dell’unione tra donne, a prescindere dalle differenze tra loro.  Anche Marcela Lagarde, antropologa che ha voluto mettere in evidenza il valore della complicità e delle amicizie tra donne, ha spesso ripreso il concetto.

Tra amicizie e rivalità

Un interessante approfondimento su donnaup.it ha messo in evidenza i tratti distintivi delle rivalità e delle complicità tra le donne. Spesso ci si ritrova a domandarsi se nei rapporti con le altre esponenti del gentil sesso sia l’invidia a prevalere rispetto all’amicizia o viceversa. Ebbene, per capirlo non si deve fare altro che sondare i propri retro pensieri in maniera più approfondita, così da effettuare un’analisi psicologica meticolosa e attenta. Ogni donna ha dentro di sé le chiavi interpretative che le permettono di comprendere le proprie relazioni a seconda della personalità che ha maturato nel corso degli anni, in funzione delle esperienze che ha vissuto e in considerazione del proprio passato.

Le interazioni tra donne

Se è vero che non esistono regole universali che si possano applicare in maniera indistinta a tutti i casi, è altrettanto vero che la competizione e l’invidia non si possono considerare caratteristiche di cui le donne siano prive. Una responsabilità in tal senso deve essere attribuita anche ai mezzi di comunicazione, che attraverso gli stereotipi di bellezza che comunicano e promuovono inducono ragazze e donne di tutte le età a voler provare a emulare modelli che sono impossibili da raggiungere. Ciò si traduce, tra l’altro, in una certa difficoltà ad accettare sé stesse, le proprie caratteristiche e i propri difetti. Non va dimenticato, poi, che in molti casi soprattutto nei contesti professionali si ripetono stimoli improntati alla competitività il cui fine è quello di aumentare la produttività e migliorare le performance.

Le dinamiche caratteriali

È dal subconscio che arrivano i primi sentimenti che una donna può nutrire verso un’altra donna. Si può parlare di un istinto, una specie di reazione chimica silenziosa che porta a sentirsi in sintonia con un’altra persona o, al contrario, su linee d’onda differenti. Una volta che l’impatto iniziale è stato superato, la mente femminili interpreta le informazioni sensoriali che servono a confermare o a smentire il primo pensiero. Il livello di autostima che si possiede incide, tra l’altro, sulla capacità di superare la diffidenza. È chiaro, infatti, che più ci si sente sicure delle proprie capacità e meno si corre il rischio di vedere l’altra donna come una potenziale rivale o una nemica.

Dove approfondire queste tematiche

Per conoscere più a fondo queste tematiche si può fare riferimento al sito donnaup.it, che si propone come un magazine realizzato dalle donne e destinato alle donne. Tenendo l’occhio attento sulle tendenze più recenti del web, la rivista online si concentra su molti degli argomenti più interessanti per il mondo femminile: dalla cucina allo spettacolo, dalla bellezza al lifestyle, passando per il fashion e il benessere. Gli articoli vengono redatti con passione e precisione, per andare incontro alle richieste e alle esigenze di un pubblico variegato. La redazione, guidata da Maria Capograsso, accoglie un team di donne che non vedono l’ora di mettere in mostra il proprio talento e le proprie capacità.

About Alessia Secchi

Nata a Cagliari, cresciuta in Veneto. Studentessa di lingue e culture per la mediazione linguistica all'Università di Cagliari e nel tempo libero, volontaria presso un'associazione per animali abbandonati. Appassionata di natura, cultura e musica.

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