Janas
Tomba di giganti, foto Samuel Pinna

I cieli stellati sopra l’Isola, suggestivi sentieri di astrotrekking

Sardegna terra di palcoscenici notturni, nel buio della notte i cieli si accendono e diventano meta dei “cacciatori di stelle” 

Una terra al riparo da inquinamento ambientale e luminoso, poche luci artificiali, aria trasparente e pulita. Anche il maestrale contribuisce, portando via polveri e umidità. Il cielo sopra la Sardegna non pone mai ostacoli alla luce della luna e delle costellazioni, dà sempre spazio alla visione di pianeti e meteore. Il 2020 è un anno particolarmente favorevole, che ci invita a immergerci nei cieli stellati. Al tramonto, la calda luce di Venere, all’alba i bagliori rossi di Marte. In ogni stagione vanno in scena sciami di stelle cadenti, alcuni in grado di far cadere sino a 120 meteore l’ora.

Cieli sardi spettacoli antichi

Astrofili, cultori del trekking e dell’orienteering notturno, pazienti fotografi del firmamento e inguaribili romantici incontrano sull’isola un ambiente più che stimolante. All’imbrunire, in piccoli gruppi, si inoltrano lungo i sentieri di astrotrekking, in un’atmosfera placida ma allo stesso tempo magnetica, un mondo denso di suoni di animali selvatici e di profumi della vegetazione. Attraversano luoghi di rara e selvaggia bellezza, nuraghe, tombe di Giganti, chiesette romaniche o i famosi “pinnetti”, antichi rifugi di pietra e canne usati dai pastori. Scenografie stagliate sullo sfondo di cieli stellati. Immagini che restano scolpite nella memoria e fissate nelle foto. Il cammino porta a naturali e singolari osservatori di stelle: aspre e dolci alture, come giare e altopiani, e promontori a picco sul mare.

Sono esattamente gli stessi potenti spettacoli primordiali osservati a occhio nudo dai popoli della preistoria e della protostoria che qui vivevano in simbiosi con le rappresentazioni del cielo che scorgevano lassù. Lo raccontano le migliaia di monumenti megalitici che costellano una terra dalle vicende plurimillenarie: domus de Janas, menhir, pozzi sacri, torri e sepolture nuragiche, costruite in armonia con posizione e movimento di astri e stelle.

Non solo a occhio nudo

La relazione dell’Isola con i misteri dell’Universo è anche un fenomeno studiato dalla scienza astrofisica più avanzata. Un gigante tecnologico domina la piana di San Basilio, nella Trexenta. È un sofisticatissimo radiotelescopio dalle perfomance strabilianti, alto 70 metri e largo 64, che capta suoni e luci da mondi lontanissimi. Anche solo osservarlo dalla strada accanto, incuriosisce e meraviglia. Vari gli osservatori astronomici, come quelli dell’Ogliastra, uno sui Tacchi di Ulassai, l’altro immerso nel bosco di Selene a Lanusei. 

 

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About Alessia Secchi

Nata a Cagliari, cresciuta in Veneto. Studentessa di lingue e culture per la mediazione linguistica all'Università di Cagliari e nel tempo libero, volontaria presso un'associazione per animali abbandonati. Appassionata di natura, cultura e musica.

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