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La “Magna Europa”: la verità dei fatti

Da tempo in Occidente assistiamo a una vulgata propagandistica contro il passato europeo, colpevole di aver colonizzato il mondo e di averlo reso una landa desolata.

Questi pensatori hanno manicheamente diviso il mondo: «Da una parte i “buoni”, vale a dire i popoli colonizzati, e dall’altra i “cattivi”, cioè noi che occupando i loro territori abbiamo causato la rottura di un equilibrio pressoché perfetto che Dio (o la Natura) avevano creato». E dove esistevano i “buoni”, cioè in Africa, in America, qui c’era una specie di Eden, poi diventato povero e degradato proprio a causa del colonialismo e dello schiavismo.

Il colonialismo

Che non sia una discussione soltanto accademica, lo si è visto nelle settimane prima del voto presidenziale americano. Con i movimenti indigenisti americani e soprattutto i Black Lives Matter, hanno distrutto statue di colonizzatori e razzisti bianchi come quelle di Cristoforo Colombo e di tante altri. Inoltre, i complessi di colpa da cui l’Occidente è afflitto stanno generando una curiosa situazione. Peraltro per espiare i nostri peccati coloniali, secondo certa sinistra dovremmo accogliere senza alcuna limitazione immigrati non europei che, una volta giunti, cercano subito non solo di trasferire, ma addirittura di imporre, i loro costumi e la loro visione del mondo.

Non v’è dubbio che il colonialismo sia un fenomeno deprecabile e da condannare con fermezza. Gli europei lo hanno fatto, a volte anche esagerando.

La storia di oggi e la ‘Magna Europa’

A noi oggi spetta, studiare, raccontare ai nostri figli, ai nostri giovani, spesso indottrinate da libri di testo faziosi, la Verità dei fatti. Per fargli prendere «coscienza di far parte di una civiltà, come quella occidentale, che al mondo ha fornito contributi fondamentali in ogni campo del sapere umano».

Un ottimo studio ben documentato che ha lo scopo di raccontare la Verità sulle “conquiste” europee nel mondo è «Magna Europa. L’Europa fuori dall’Europa»,  curato da Giovanni Cantoni e da Francesco Pappalardo, (D’Ettoris Editori, Crotone 2006). L’opera raccoglie testi di relazioni presentate a un seminario organizzato nel 2002 a Bobbio da Alleanza Cattolica e parzialmente replicato nel 2004 a Crotone dalla Fondazione D’Ettoris e dalla Biblioteca Pier Giorgio Frassati – costituisce da questo punto di vista un autentico avvenimento culturale, da inquadrare e apprezzare come tale, prima ancora di addentrarsi nell’esplorazione dei singoli argomenti trattati nella ricchissima collezione d’invertenti. E’ uno studio inteso a difendere la nostra identità politico-culturale, e per fare questo non si  può prescindere da un corretto riappropriarsi della storia, senza leggende né “rosa” né nere.

Il volume

Magna Europa (470 pagine) è un testo abbastanza complesso che comporta fatica nel leggerlo. Ma soprattutto sarebbe presuntuoso e inadeguato anche solo tentare di riassumere nel normale spazio di una recensione. All’opera hanno contribuito dieci esperti, studiosi con contributi specifici, dove approfondiscono temi storici, sociologici, religiosi con buone conoscenze geografiche. Infatti si consiglia di accompagnare la lettura con un buon atlante storico-geografico.

Il volume è aperto da una presentazione di Cantoni, fondamentale per comprendere il senso del testo. Vi si trovano preziose indicazioni sull’origine dell’espressione “Magna Europa”, e soprattutto una rivendicazione della legittimità del concetto, che Cantoni attribuisce allo storico della cultura, Henri Brugmans. «Magna Europa, Grande Europa, è dunque il nome con cui correttamente e significativamente si può indicare il mondo umano nato dall’espansione degli europei non solo in quel subcontinente dell’Asia che è l’Europa vero nomine, ma nelle Americhe, in Africa, nella stessa Asia e in Oceania, così come la Magna Grecia è stata anzitutto la ‘Grecia di fuori‘, ma, in ultima analisi, la Grecia in tutta la sua maturazione».

La prima e la seconda parte

La prima Parte (L’Europa che parte), inizia con il primo contributo di Luciano Benassi (Sviluppo tecnologico e conoscenza scientifica nel Medioevo) Non si può fare a meno di studiare e riscoprire il Medioevo tecnologico, quello dell’industria, delle invenzioni, della cultura. La civiltà cristiana romano-germanica, la cosiddetta civiltà medievale, più di altri hanno patito i silenzi e le falsità della “leggenda nera”. E’ stata soprattutto Regine Pernoud con i suoi studi a regalarci il vero Medioevo, sgombro dai pregiudizi e dalle falsità. 

La prima parte viene chiusa da Ignazio e Ugo Cantoni; il primo con uno studio sulla Ratio studiorum della Compagnia di Gesù (cfr. pp. 81-92) e il secondo con un saggio sulle regole del jus in bello in relazione al tipo di armamento (cfr. pp. 93-99). Nel caso della guerra moderna, il numero di vittime di quest’ultima aumenta in modo esponenziale (cfr. p. 98).

La seconda parte (L’Europa fuori dall’Europa) costituisce un monumentale corso di storia delle principali espressioni della “Magna Europa”. Il primo intervento è di Francesco Pappalardo (L’espansione europea dal secolo XIV al secolo XIX), pp.103-138.

About Ilaria Furia

Dopo aver conseguito il diploma di Lingue straniere, ho frequentato un corso triennale universitario per approfondire le conoscenze linguistiche e traduttive moderne. Seguo il corso per la laurea magistrale sulla specialistica della traduzione, con numerosi corsi di informatica per la traduzione. Parlo abbastanza bene l'inglese e il francese e fluentemente lo spagnolo. Sono una persona socievole, dinamica, con buone doti comunicative e ottime competenze relazionali.

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