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Elefante Kaavan

Elefante Kaavan, verso una nuova vita

Solitudine e tristezza.
L’elefante Kavaan una volta morta la sua partner ha trascorso otto anni solo.
Trascorreva le giornate muovendo la testa da un lato all’altro.
Gesto che negli elefanti indica noia e tristezza.

Gli elefanti sono animali socievoli e vivono bene in compagnia dei loro simili.
Per l’elefante Kaavan questi 8 anni non sono stati facili.
Tristezza. Questa la sensazione che ha dominato la sua salute mentale, purtroppo, peggiorandola.
In Pakistan, è stato tenuto incatenato in uno zoo in un piccolo spazio, vicino ad una pozza d’acqua.
Per questo motivo ha avuto dei danni alle zampe.
La sua compagna, l’elefantessa Saheli, era morta a causa di una piccola infezione non curata a una zampa, che era poi degenerata in cancrena. 

Una nuova vita

Ad attendere Kaavan nel suo nuovo rifugio in Cambogia ci sono tre elefantesse asiatiche.
Potrà avere una nuova compagna e una nuova vita.
L’elefante viaggerà su un aereo cargo russo, diretto verso un rifugio che si estende su 100 chilometri quadrati.

Le condizioni dello zoo in cui stava erano davvero gravi, tanto che un tribunale ad agosto ne aveva ordinato la chiusura.
Una campagna, la Campagna Kaavan, è attiva dal 2016.
Infatti l’elefante per fortuna è entrato nella gabbia da solo: deve trovare la sua serenità.

Il trasferimento in aereo è una parte delicata, ma cruciale per permettere all’elefante Kaavan il suo salvataggio e una nuova vita.
Una parte delicata, perché l’elefante dovrà sopportare il viaggio e l’operazione per farlo entrare nella gabbia non è stata facile.
E se si fosse rifiutato sarebbe stato necessario un’attesa di mesi per poterci ritentare.

About Francesca Pinna

Amo il mare, la tradizione, il cibo: la mia terra, la Sardegna. Quindi da ciò potreste dedurre che amo osservare i bei tramonti, godermi la tranquillità che regna in questa regione, e mangiare. Ma a parte ciò, sono una persona che ama imparare, per migliorarmi ogni giorno sempre di più. Perché un bel giorno voglio girarmi, guardarmi dietro le spalle e poter dire: «Sì, hai raggiunto un bel traguardo e ne hai fatto di strada!»

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